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sabato 9 gennaio 2010

Fwd: AMANDA SIMPSON, LA CRIMINALE DI GUERRA POLITICAMENTE CORRETTA



--- Ven 8/1/10, Altieri <agernova@libero.it> ha scritto:

Da: Altieri <agernova@libero.it>
Oggetto: Fwd: AMANDA SIMPSON, LA CRIMINALE DI GUERRA POLITICAMENTE CORRETTA
A:
Data: Venerdì 8 gennaio 2010, 23:06



Inizio messaggio inoltrato:

Da: "Enrico Galoppini" <enrico.galoppini@tin.it>
Data: 08 gennaio 2010 15:03:08 GMT+01:00
A: <Undisclosed-Recipient:;>
Oggetto: AMANDA SIMPSON, LA CRIMINALE DI GUERRA POLITICAMENTE CORRETTA

AMANDA SIMPSON, LA CRIMINALE DI GUERRA POLITICAMENTE CORRETTA
 
 Usa DI MIGUEL MARTINEZ
kelebek.splinder.com/


Come probabilmente saprete, il presidente degli Stati Uniti ha nominato una certa Amanda Simpsoncome consigliere del Dipartimento del Commercio.

Amanda Simpson (nella foto), ci raccontano sovreccitati i media, è la prima transessuale ad assumere un incarico governativo negli Stati Uniti, e già vediamo le opposte tifoserie animarsi a proposito. Come dice Notizie Gay:
L'annuncio ha spaccato in due l'America. Da una parte c'è la gioia dei progressisti, già mobilitati in tutto il paese per far approvare le nozze tra persone dello stesso sesso. Dall'altra l'ira dei conservatori, scandalizzati da ciò che definiscono "La nuova Sodoma e Gomorra Obamiana".
Noi la pensiamo diversamente dai tifosi di entrambi gli schieramenti. A nostro modesto avviso, la signora Simpson dovrebbe godere di tutti i diritti attinenti alle sue scelte personali. Ma in galera, come criminale di guerra.



Amanda Simpson lavora da trent'anni nel settore bellico  e da 23 alla Raytheon, dove fino a poco tempo fa svolgeva l'incarico di Vicedirettore per lo sviluppo della tecnologia avanzata.

Negli stessi giorni, Obama ha nominato un certo William Lynn vicesegretario alla Difesa, che in pratica significa che avrà il potere di decidere le spese che farà il Pentagono. Per nominarlo, Obama ha dovuto aggirare una legge che lui stesso aveva voluto contro le nomine politiche a responsabili di lobby private: William Lynn infatti è a capo della lobby ufficiale della Raytheon a Washington, ed è riuscito a far assegnare commesse alla Raytheon per 10 miliardi di dollari solo nel corso dell'anno passato. La motivazione della deroga di Obama: William Lynn avrebbe dimostrato le proprie capacità, tra il 1997 e il 2001, quando era responsabile della gestione finanziaria del Pentagono. In quegli anni, riuscì a ridurre le spese "non documentate" del Pentagono da 2,3 trilioni a 1,3 trilioni di dollari. 

Riassumo: Lynn gestiva i soldi dell'intero sistema militare statunitense, dove anche alla fine della sua carriera era normale che 1,3 trilioni  di dollari scomparissero in tasche imprecisate. Poi ha lavorato per uno dei principali contraenti del sistema militare, con l'incarico di usare i propri contatti per fargli avere dei contratti. Otto anni dopo, ritorna a gestire le spese del sistema militare. 

Negli stessi giorni, Obama ha annunciato il nome del nuovo ambasciatore in Arabia Saudita: James B. Smith, ex-generale dell'aeronautica, passato a dirigente anche lui della Raytheon.

Anche qui troviamo un tipico passaggio: il militare che punta a un futuro impiego multimiliardario presso un'azienda privata sicuramente dedica gran parte del proprio impegno a farne gli interessi nell'esercito; passa per il privato e infine assume un incarico politico, inviato in un paese in cui il commercio di armi, il controllo del petrolio, la costruzione di basi militari, la vendita di armi e la caccia ai "terroristi" fa tutt'uno.

Se la Raytheon si assicura così una bella entratura nel mercato saudita, la nomina della Simpson le apre - o meglio, continua a tenerle aperte - le porte del mercato planetario. Mentre un complesso di aziende-satellite della Raytheon, della Boeing e della Martin-Lockheed gestisce gli interrogatori di Guantanamo, trasporta rapiti in giro per il mondo, organizza "listening posts" per spiare su cittadini di altri paesi, controlla direttamente il lancio di missili dagli Stati Uniti...

Il nome Raytheon è un ibrido anglogreco che significa " Luce dagli dèi", e rende bene le ambizioni di questa azienda, con 72.000 dipendenti nel mondo. Nata come tante piccole e pacifiche aziende tecnologiche, la Raytheon si è trovata sommersa di commesse e denaro durante la Seconda guerra mondiale. Finita la guerra, il governo degli Stati Uniti ha preso la scelta storica di non smobilitare. L'intera economia, e il sistema di spese statali, è stata così ricostruita attorno a un complesso politico, militare, mediatico, diplomatico, propagandistico e scientifico di cui persone come Amanda Simpson e William Lynn sono i perfetti rappresentanti.

In un'economia sempre più virtuale, il complesso militare-industriale (la definizione non proviene da qualche contestatore, ma da un profetico discorso di denuncia del Presidente Eisenhower) offre preziosi posti di lavoro, che permettono di controllare città intere, assieme agli eletti locali. Nel 1995, ad esempio, la Raytheon ha minacciato di spostare la propria sede principale dal Maine al Tennessee, se non veniva concessa loro una sostanziale riduzione delle tasse; ottenuta la riduzionecon la promessa di tagliare di poco le spese per il personale, la Raytheon licenziò quasi un terzo della propria forza lavoro, aumentando proporzionalmente gli stipendi ai propri dirigenti, tra cui presumibilmente anche la signora Simpson.

La Raytheon si dedica soprattutto alla produzione di missili e affini, dai Patriot e Tomahawk alle bombe a grappolo. Iraq, Libano, Afghanistan, Gaza, non c'è strage in cui i prodotti Raytheon non abbiano dimostrato la loro efficacia. In questo campo, la Raytheon ha costituito una partnership con la Rafael, l'autorità privata/pubblicaisraeliana che gestisce e commercializza la produzione militare. Un tema, quello israelo-palestinese, su cui i portavoce della Raytheon hanno le idee chiare. 

Come ebbe a dire Adam Cherill, Manager  of Business Development della Raytheon il 18 novembre del 2002:
"Per meritare l'autodeterminazione, un popolo deve mostrare qualche forma di identità nazionale... quale organizzazione politica, istituzione sociale, letteratura, arte, religione o corrispondenza privata dimostra qualche legame tra il popolo palestinese e la Terra d'Israele?"
La Raytheon opera in stretto contatto anche con aziende non (direttamente) militari, come la Apple, con cui ha sviluppato un particolarissimo iPhone che dovrebbe servire specificamnte per identificare e permettere di uccidere insorti iracheni; ma il progetto principale al momento è il Universal Control System. Raytheon si è rivolto a designer di videogiochi per progettare questo straordinario sistema per l'omicidio a distanza.  

La console, situabile ad esempio in una base in Nevada, permette di uccidere afghani con la massima comodità, seduti su un sedile rivestito in pelle e adattabile a "utenti individuali", che possono anche "controllare un sistema di riscaldamento e raffreddamento sopra le loro teste, semplicemente premendo un pulsante".

La console, ci assicurano è dotata di un "design ergonomico che migliora drammaticamente il conforto dell'operatore e l'efficacia operativa".

Inseguire e uccidere può richiedere tempo, e quindi la Raytheon offre una "seduta ergonomica con memoria per missioni prolungate".

Una dimostrazione quindi che la Raytheon ci pensa ai propri dipendenti, almeno quando non li licenzia. Fortune racconta come Raytheon sponsorizzi numerosi eventi gay e riconosca i diritti delle coppie gay tra i propri dipendenti. La motivazione non fa una grinza e spiega perfettamente come il politicamente corretto si possa coniugare con il terrore planetario. Con tutte le guerre presenti e future che l'azienda promuove,
"nei prossimi dieci anni avremo bisogno di qualcosa come 30.000 o 40.000 nuovi dipendenti", spiega Hayward Bell, il principale diversity officer della Raytheon. "Non ci possiamo permettere di respingere nessuno che sia dotato di talento". 

Miguel Martinez
Fonte: http://kelebek.splinder.com/
Link: http://kelebek.splinder.com/post/21995835/Amanda+Simpson%2C+la+criminale+d
5.01.2010


sabato 2 gennaio 2010

I: Auguri Urgenti d'Egitto per Gaza



--- Gio 31/12/09, Doriana Goracci <dorianagoracci@hotmail.it> ha scritto:

Da: Doriana Goracci <dorianagoracci@hotmail.it>
Oggetto: Auguri Urgenti d'Egitto per Gaza
A:
Data: Giovedì 31 dicembre 2009, 12:52



http://www.reset-italia.net/2009/12/31/auguri-urgenti-d-egitto-per-gaza/

https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEikieJt8szaT9BxhiJA-YLATNNDJZDrj0BYiyGwhgI97H-tiHMbs4zmO8zbVLOB_SW7nqLVexjynOvn4gbDUEYXBsTwaUX97FVD7YqaS7RT7FstuYaNb1WSFOllQK4QOegI4wRzbFjctCGq/s400/Gaza_FreeFlag8_5x11.jpg

Vorrei dire auguri a tutte e tutti quelli che ne hanno bisogno e sono tanti…cosa dovrei fare e cosa dire se arriva un messaggio telefonico così: URGENTISSIMO: DAL CAIRO, AGGRESSIONE ALLA GAZA FREEDOM MARCH!!!!!! 31 dicembre 2009 ore 10,33,26 messaggio telefonico da Mari Alberto, componente del gruppo italiano partecipante alla Gaza Freedom March organizzato dal Forumpalestina: <<CARICATI DAVANTI AL MUSEO EGIZIO, ALCUNI CONTUSI, RESISTIAMO IN 500 CIRCONDATI SUL MARCIAPIEDE.>> Facciamo pressione perchè intervengano le autorità diplomatiche internazionali a frenare la repressione violenta del governo egiziano.Diffondete con rapidità la notizia mariano

a cui è seguito un Comunicato Stampa che vi allego con punti esclamativi, data l'urgenza ? E l'approfondimento steso nella notte dalla Rete degli Ebrei contro l'Occupazione che scrivo di seguito al comunicato? E ancora "La manifestazione indetta dalla Gaza Freedom March stava cercardo di muovere i primi passi dal museo egizio del Cairo quando è stata brutalmente aggredita dagli apparati di sicurezza egiziani. "i poliziotti egiziani si sono scagliati contro di noi con bastoni e picchiando alla cieca" ci ha  riferito una manifestante con la voce rotta dall'emozione. Intanto arrivano sms dai manifestanti "siamo circondati dalla polizia egiziana al museo egizio temiamo nuove cariche.Fate sentire la nostra voce telefonate a tv, giornali, politici e mobilitatevi noi vogliamo raggiungere Gaza.". Oggi pomeriggio a Roma, alle 16.00 manifestazione all'ambasciata egiziana (via Salaria 267, villa Ada).
A questo link  http://www.flickr.com/groups/gazafreedommarch/pool/show/with/4223762026/ che lascio in chiaro foto e video.

Vi chiedo  dunque di far girare a tutti i vostri contatti quanto succede al Cairo, il silenzio dei Media è vergognoso e dilagante. Scusate la forma, poco curata,  ma di sostanza credo ce ne sia e abbondante. Gli auguri ce li faremo poi…
Doriana Goracci
INTERNAZIONALI AL CAIRO MARCIANO VERSO GAZA PER PROTESTARE CONTRO L'ASSEDIO
(Cairo) A seguito del rifiuto Egiziano di consentire ai partecipanti alla Gaza Freedom March di entrare a Gaza, gli oltre 1.300 attivisti per la pace e la giustizia sono partiti a piedi. Nonostante i blocchi della polizia predisposti al Cairo con lo scopo di recintare i dimostranti e impedire loro di manifestare solidarietà con il popolo Palestinese, gli internazionali stanno spiegando i loro stendardi e invitano tutti i pacifisti del mondo di sostenerli e chiedere la fine dell'assedio di Gaza.

L'offerta Egiziana di lasciar entrare a Gaza solo 100 dei 1.400 partecipanti alla Marcia, è stata ritenuta dagli organizzatori della Marcia insufficiente e deliberatamente intenzionata a dividere. Nel frattempo, il Ministro degli Esteri Egiziano ha cercato di far passare questa offerta last-minute come espressione di buona intenzione nei confronti dei Palestinesi per isolare i "provocatori". La Gaza Freedom March ha rifiutato categoricamente queste affermazioni. Gli attivisti sono al Cairo perché il governo Egiziano ha impedito loro di raggiungere Gaza. "Noi non vogliamo rimanere qui, Gaza è sempre stata la nostra destinazione finale", afferma Max Ajl , partecipante alla Marcia.
Alcune persone hanno cercato di superare i blocchi della polizia e iniziare a marciare verso il punto di incontro a Tahreer Square al centro del Cairo. A loro si sono uniti Egiziani che volevano denunciare il ruolo del proprio governo nel sostenere l'assedio di Gaza. Le autorità hanno cercato di tenere separati gli internazionali dai locali. La polizia sta attaccando brutalmente i partecipanti , non violenti, alla Marcia. Molti poliziotti in borghese si sono infiltrati tra la folla e assaltano I partecipanti violentemente. "Sono stata sollevata dalla polizia Egiziana e sbattuta letteralmente contro le transenne" afferma Desiree Fairooz, una dimostrante. I partecipanti alla Marcia stanno cantando slogan di protesta e resistono ai tentativi di disperderli e giurano di rimanere nella piazza fino a quando non saranno autorizzati ad andare a Gaza. Lo striscione GFM è appeso ad un albero della piazza. Alcuni partecipanti alla Marcia stanno sanguinando e i celerini hanno distrutto le loro videocamere.
La Gaza Freedom March rappresenta persone da 43 nazioni con background diversi. Tra loro ci sono persone di ogni fede, leader di comunità, attivisti per la pace, dottori, artisti, studenti, politici, scrittori e molti altri. In comune hanno l'impegno alla nonviolenza e la determinazione a interrompere l'assedio di Gaza.
"L'Egitto ha provato in tutti i modi possibili ad isolarci e ad abbattere il nostro spirito" dicono gli organizzatori della Marcia. "Ma noi restiamo fedeli più che mai al nostro obiettivo di manifestare contro la tirannia e la repressione. Marceremo il più vicino possibile a Gaza, e se saremo fermati con la forza, chiederemo ai nostri sostenitori di protestare. Chiediamo a coloro che credono nella giustizia e nella pace ovunque siano nel mondo di sostenere le nostre iniziative per la libertà dei Palestinesi."
Tra i partecipanti c'è anche Alice Walker, scrittrice e vincitrice del Premio Pulitzer, Walden Bello , membro del Parlamento Filippino, Luisa Morgantini, ex membro del Palamento Europeo per l'Italia. Più di 20 partecipanti alla marcia, tra cui l' 85enne sopravvissuta all'Olocausto, Hedy Epstein, hanno intrapreso uno sciopero della fame contro il pesante ostruzionismo Egiziano, oggi entrano nel quarto giorno.

Gaza Freedom March: 100 delegati non possono sostituire la Marcia

E' stata una notte di passione quella tra la terza e la quarta giornata della Gaza Freedom March: nel pomeriggio di ieri l'associazione americana Code Pink, una della capofila del comitato organizzatore, aveva infatti ottenuto un compromesso con la mediazione della first lady egiziana, stamattina sarebbero dovuti partire per Gaza 100 attivisti in rappresentanza della marcia. Nella notte la stragrande maggioranza delle altre organizzazioni coinvolte ha deciso di rifiutare l'offerta del governo egiziano e c'è stato anche il dietro front di Code Pink. Tuttavia i due pulman questa mattina sono partiti ugualmente con a bordo una settantina di persone, molti palestinesi con passaporto occidentale che cercavano di tornare a casa e qualche pacifista in dissenso con il comitato organizzatore. Al momento i pulman sono nel Sinai e a quanto pare gli attivisti potranno davvero entrare a Gaza. Domani 31 dicembre è la giornata chiave della marcia, quella in cui gli attivisti da Gaza avrebbero dovuto marciare verso il valico di Erez, quello con Israele, per ricongiunersi con decine di migliaia di altri in marcia dalla Cisgiordania e da Israele, invece ci sarà una grande manifestazione al Cairo. Gli organizzatori della GFM tengono a precisare che non era nelle loro intenzioni fare manifestazioni su territorio egiziano, il paese delle piramidi avrebbe dovuto essere di passaggio sulla strada per Gaza, tuttavia è prevedibile che domani anche il governo egiziano sia duramente contestato dai manifestanti per la sua complicità nella chiusura della Striscia di Gaza e per aver impedito la GFM. Nel frattempo le organizzazioni di Gaza che partecipano alla GFM hanno espresso la preoccupazione che l'assenza di un rilevante numero di attivisti internazionali alla marcia del 31 possa lasciar campo libero ad Hamas perchè possa trasformarla in una manifestazione "governativa", cosa ritenuta ovviamente inaccettabile. Solo in serata si avrà un quadro chiaro delle iniziative di domani.



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martedì 9 ottobre 2007

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giovedì 24 maggio 2007

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domenica 1 gennaio 2006

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