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giovedì 1 marzo 2012

CAN I TRUST YOU FOR THIS PROJECT?

DEAR FRIEND,
 
ASSALAMALEIKUM,
 
I WANT YOU TO PATIENTLY READ THIS OFFER. IS MRS.RAMATA.Y.AHMED, THE WIFE TO THE DECEASED FORMER HEAD OF DELEGATION TO THE WORLD BANK IN WEST AFRICA?
 
MY HUSBAND WAS THE LINKMAN BETWEEN THE ORGANIZATION FOR PETROLEUM EXPORTING COUNTRIES - OPEC AND THE PETROLEUM SECTOR IN A WEST AFRICAN COUNTRY. HE ALSO ATTENDS OPEC MEETINGS CONSTANTLY IN GENEVA BEFORE HIS DEATH CAUSED BY CARDIAC ARREST IN OUR HOME TOWN.
 
THROUGH THE SALE OF OUR ALLOCATED OIL QUOTA IN OPEC, HE WAS ABLE TO MAKE $10 M (TEN MILLION UNITED STATES DOLLARS),I WANT YOU TO ASSIST ME TO CLAIM THIS MONEY AS I CANNOT CLAIM IT DIRECTLY BECAUSE HE MADE THE DEPOSIT AS A FUND BELONGING TO HIS BUSINESS ASSOCIATE IN ORDER NOT TO RAISE EYEBROW SINCE HE WAS A CIVIL SERVANT DURING THAT TIME, AND THE CODE OF CONDUCT BUREAU FORBIDS HIM OR HIS WIFE TO ACQUIRE SUCH AMOUNT OF MONEY.
 
IT IS ON THIS BASIS THAT I AM CONTACTING YOU FOR ASSISTANCE, IF YOU WILL BE INTERESTED, CLAIMING  APPLICATION FORM WILL BE SEND TO YOU TO FILL & SUBMIT TO THE OFFICE IN CHARGE AS THE BONA-FIDE OF THE SAID DEPOSITED FUND IN THEIR CUSTODY.
 
THE DOCUMENTS WITH WHICH THE FUND IS DEPOSITED WILL BE AMENDED TO REFLECT TO YOU AS THE BONA-FIDE OF THE SAID FUND AND YOU WILL BE ELIGIBLE TO CLAIM THE FUND AS HIS BUSINESS ASSOCIATE FROM THE DEPOSITED BANK.
 
YOU SHALL BE ENTITLED TO 40% OF THE TOTAL FUNDS WHILE THE REST WILL BE GIVEN TO ME ON ARRIVAL IN YOUR COUNTRY FOR THE UP KEEPING OF MY ONLY SON AND FOR FURTHER INVESTMENT UNDER YOUR KIND CONTROL THERE IN YOUR COUNTRY AS I CAN NOT BE ABLE TO DO ANY INVESTMENT HERE IN WEST AFRICA DUE TO THE ORIGIN OF THE SAID FUND.
 
I WILL NOT FAIL TO BRING TO YOUR NOTICE THAT THIS BUSINESS IS RISK FREE AND DOESN'T HAVE ANY NEGATIVE IMPLICATION.
 
YOU SHOULD NOT ENTERTAIN ANY ATOM FEAR AS ALL MODALITIES FOR THE SMOOTH AND EASY TRANSFER OF THIS FUND HAVE BEEN FINALIZED.
 
IF YOU CAN CONVENIENTLY ASSURE ME OF YOUR ABILITY TO KEEP THIS BUSINESS VERY SECRET AND CONFIDENTIAL, YOU CAN WRITE BACK TO ME WITH THIS INFORMATION'S BELOW AND FOR FURTHER DETAILS.
 
MORE SO YOU SHOULD PROMISE ME THAT YOU WILL ALWAYS CHECKING YOUR MAIL AT LEAST TWICE PER DAY IN CASE IF THERE WILL BE ANY KIND OF QUICK RESPONDS THE BANK MIGHT NEED FROM YOU.
 
1).FULL NAME;..........................
2).OCCUPATION;....../POSITION..........
3).SEX...........&.AGE;................
4).NATIONALITY;........................
5).MOBILE NUMBER;......................
6).MARITAL STATUS;.....................
 
EXPECTING YOUR URGENT RESPONSE.
 
BEST REGARDS,
MRS.RAMATA.Y.AHMED.
 

I: Ma Draghi lo fa apposta?


----- Messaggio inoltrato -----
Da: Titto <titto.7@fastwebnet.it>
A: 'Maufil' <maufil@alice.it>; 'Giorgio Vitali' <vitali.giorgio@yahoo.it>; omeoron@virgilio.it; biamonte@inwind.it; ernestoroli@tiscali.it; guripa@alice.it; silchi48@libero.it; 'FNCRSI' <fncrsi@email.it>; fabio-70@hotmail.it
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Inviato: Giovedì 1 Marzo 2012 11:27
Oggetto: Ma Draghi lo fa apposta?

Ma Draghi lo fa apposta?
Maurizio Blondet 29 Febbraio 2012
L'Irlanda andrà al referendum per decidere se dire sì al Meccanismo Europeo di Stabilità (ESM), di cui abbiamo già segnalato la vera natura: la fine di ogni sovranità, consegnata per sempre ai tecnocrati e ai banchieri. L'attorney general irlandese, richiesto di un parere dal Primo Ministro Kenny, ha risposto con limpido senso giuridico: «Questo trattato essendo uno strumento specifico al di fuori dell'architettura del trattato UE, necessita di un referendum per la sua ratifica».

Aderire allo ESM significa introdurre nella propria costituzione l'obbligo di pareggio del bilancio (ossia la rinuncia ad ogni investimento futuro per lo sviluppo), la «regola d'oro» voluta dai tedeschi, la cui non-osservanza esporrà il Paese automaticamente a durissime sanzioni. Il parlamento francese hà già ratificato questo cappio, l'italiano lo farà sicuramente. Solo in Irlanda si fa altrimenti. (Ó Cuív quits as FF deputy leader over EU referendum)

C'è dunque ancora qualcuno in Europa che osa sfidare il Neo-Politicamente-Corretto («
È triviale e maleducato consultare i popoli»). Immediatamente s'è sparso lo sgomento nei circoli europei. Importanti riunioni sono state anullate. Sono cominciate le pressioni e le minacce. Il portavoce delle CDU tedesca (ossia della Merkel) per le questioni finanziarie ha sibilato la seguente dichiarazione: «Chiunque non accetti il trattato non ha alcuna protezione dal fondo di salvataggio ESM. Se il popolo irlandese pensa di non aver bisogno di alcuna protezione ESM, naturalmente può rigettare il trattato fiscale». Minaccia facile, perchè sì l'Irlanda ha bisogno di protezione, piccolo Paese in crisi finanziaria proprio per aver giocato secondo le regole, aver salvato le sue banche. D'altra parte, il suo peso nello ESM sarà solo dell'1,6%, la sua contribuzione «solo» 11 miliardi e passa, di cui «solo» 1,3 sull'unghia.


Può esserle addirittura conveniente dire sì. Ma gli irlandesi hanno già votato no al Trattato europeo, sono lottatori, abituati a soffrire, capaci di sorprese. Vediamo. La nostra libertà è appesa al loro filo.

Sarebbe gran tempo di vedere una reazione popolare, mentre tecnici e banchieri (ex Goldman Sachs) strizzano i popoli per gonfiare le banche.

Mario Draghi ha appena staccato alle banche, dopo il regalo di dicembre (200 miliardi all'1% per tre anni), un nuovo assegno: di 530 miliardi di euro alle stesse condizioni di favore scandalose. Un'operazione probabilmente «illegale» e certamente «goffa» (così Evans Pritchard) di aggirare il diktat eurocratico di Lisbona che vieta alla BCE di finanziare direttamente gli Stati, perchè i mercati devono poter giocare con i loro titoli pubblici (Draghi Bazooka has not yet stopped Club Med money collapse)
.

Ma è peggio di così. I regali di Draghi alle banche hanno il fine di permettere alle banche di fare un po' di quattrini senza spremersi le meningi – prendono in prestito all'1% e comprano titoli di Stato al 6% – ed abbassare un poco lo spread (poco poco); ma non hanno alcun effetto sull'economia reale, gli investimenti e i consumi. Infatti il precedente assego di 200 miliardi non ha avuto alcun effetto, le banche non hanno aumentato il credito a imprese e famiglie, il PIL è sceso. Anzi.

Come nota Evans Pritchard, nei Paesi periferici in crisi (fra cui l'Italia) la moneta M1 (il circolante e i depositi a vista) sono crollati a livelli da 1929.
«La caduta di circolante nel semestre è stata del 12,9% in Grecia, del 9,2 in Irlanda, del 9% in Portogallo, dell'8% in Italia, e dello 1,5% in Spagna: sono i tassi di declino degli anni 1931-32. Sono peggiori del peggiore anno della Grande Depressione».

Mentre il Germania, la moneta M1 aumenta.

Perchè è grave? Perchè la penuria di circolante è la causa della depressione economica e della caduta della produzione industriale. Da sola, basta a spiegare perchè l'Italia è in depressione peggio che negli anni finali della guerra, quando i bombardamenti distruggevano le industrie. Dal 2000 al 2015 il crollo della produzione passa dall'indice 111 a 70, cosa mai vista in tempo di pace.

È colpa della BCE, perché la crescita economica reale è in funzione diretta del volume della circolazione monetaria . È un fatto matematico, non un'opinione. Detesto esibire equazioni, di cui gli economisti accademici e bocconiani vanno pazzi, ma qui ci vuole.

M x V = P x Q

Dove «M» è la massa monetaria circolante, «V» la velocità con cui circola, «P» l'inflazione, «Q» il PIL.

Se la Banca Centrale ha aumentato la Moneta M dell'1,7% anzichè del 7,5 che è la media storica normale, il PIL «non può» crescere. Anzi cade, perchè l'inflazione (dovuta alle iper-tassazioni specie all'IVA rincarata, e al rincaro internazionale dell'energia) è superiore al 2%.

Quando la M1 cala, il calo dell'industria, delle Borse, dell'economia reale segue ad una distanza media di 18-20 mesi.

Questo è il destino che ci prepara Draghi. Non può ignorare questa semplice formula. Qualunque banchiere centrale, anzi qualunque bocconiano la conosce, per forza.

E qualunque banchiere centrale sa cosa deve fare quando si produce un simile crollo della M1. Si tratta di «stampare moneta».

La Federal Reserve ha aumentato la M1 a gennaio del 20%, ossia 10 volte di più che la BCE. Magari questo è esagerato. Ma qui in Europa, creare circolante per il 7% non sarebbe nemmeno un «quantitative easing», bensì la normale e dovuta misura da prendere per mantenere un adeguato livello della massa monetaria.

C'è da chiedersi perché Draghi – così generoso con le sue banche – non lo fa. Perchè insiste con una politica deflazionista, mentre siamo già in piena deflazione. Non gli faremo il torto di crederlo così incompetente. Allora resta una sola risposta: perchè ci vuole trascinare in una recessione punitiva mai vista.

Lo ha persino detto, il suo scopo ultimo, il Draghi, facendosi intervistare dal Wall Street Jorunal: «Il modello sociale europeo è morto (has gone. Previdenza, sanità, reti di sostegno ai disoccupati, tutto «deve andare», per renderci più competitivi. Come i cinesi. Ha citato la frase brutale (ma non priva, purtroppo, di verità) dell'economsta Rudy Dornbush: «Gli europei sono così ricchi che possono permettersi di pagare la gente per non lavorare» (l'intervista di Mario Draghi al Wall Street Journal).

Il «tecnico» (di Goldman Sachs) Draghi, con la sua lesina monetaria, impone quindi una politica: sacrificare i popoli per salvare le banche. Considerandoci viziati, ci ordina una purga severa e delle riforme strutturali (smantellamento dello stato sociale, svendite dette privatizzazioni): e subito, per «ristabilire la fiducia dei mercati». Lo spiega, con durezza spietata e senza appello, nella suddetta intervista al Wall Street Journal (ossia ai «mercati»):
«qualunque arretramento nelle austerità, qualsiasi voglia di rilassare i rigori, provocherebbe un'immediata reazione dei mercati, che esigerebbero tassi d'interesse più alti dagli Stati, rendendo ancor più difficile, se non impossibile, il risanamento delle finanze pubbliche».

Ovviamente, i «mercati» sono l'ultima istanza per la sua ideologia. Non c'è alternativa, dice: fedele al pensiero unico fino alla morte (nostra), non vuol vedere che le alternative ci sono.

Una, il ripudio del debito («risanamento delle finanze pubbliche» per altra via).

Un'altra, l'uso da parte dello Stato dei suoi titoli pubblici per pagare i suoi dipendenti, facendone insomma una moneta parallela a compenso della moneta che la BCE continua a farci mancare.

Terzo, cacciare con i forconi i «tecnici» Goldman Sachs e appendere a Piazzale Loreto i politici che li sostengono nei parlamenti, autocertificando così la loro indegnità alla delega di sovranità. E sostituirli con qualcuno che copii i metodi del banchiere Schacht.

Le idee alternative ci sono, eccome. Solo che sono censurate nel discorso pubblico. Se «il sistema sociale europeo è morto», a Draghi bisogna rispondere: è il sistema finanziario parassitario speculativo ad essere morto, le banche che sostieni col nostro sague sono degli zombi, finiranno comunque per fallire, perchè qui non si tratta di una crisi di liquidità, ma d'insolvenza.

Ma perchè parlarne? È volgare contrastare i Monti e i Draghi, in nome del popolo, quando Il Corriere e tutti i media li adorano devoti. E forse, dopotutto, questo popolo merita la rovina greca che gli stanno cucinando.

Speriamo solo nell'Irlanda. È poco, ma non c'è altro.


I: BCE. SCILIPOTI(MRN): 530 MILIARDI ALLE BANCHE E LE FAMIGLIE NON ARRIVANO A FINE MESE.


----- Messaggio inoltrato -----
Da: On. Domenico Scilipoti <scilipoti_d@camera.it>
A: Scilipoti Domenico <Scilipoti_d@camera.it>
Inviato: Giovedì 1 Marzo 2012 11:15
Oggetto: BCE. SCILIPOTI(MRN): 530 MILIARDI ALLE BANCHE E LE FAMIGLIE NON ARRIVANO A FINE MESE.

 
BCE. SCILIPOTI (MRN) : 530 MILIARDI ALLE BANCHE E LE FAMIGLIE NON ARRIVANO A FINE MESE.
 
(Agenparl) - 01Mar- "La BCE continua a favorire le banche concedendo denaro a tassi irrisori agli istituti di credito, ma di questi soldi quanti ne saranno concessi alle famiglie?." Domenico Scilipoti (MRN) commenta così il secondo maxi prestito della BCE alle banche. "Purtroppo molto pochi –prosegue il deputato- Le banche come al solito terranno i soldi in cassa per ri-finanziarsi, piuttosto che concedere mutui alle famiglie che ne fanno richiesta.
"Il "Governo delle banche" –conclude Scilipoti- ha a cuore solo gli interessi delle lobby economico finanziarie e dei poteri forti , non certo quelli delle famiglie che in un momento di crisi come quello attuale faticano ad arrivare alla fine del mese"

AVVISO: Questo messaggio ed i suoi eventuali allegati sono rivolti esclusivamente ai destinatari e possono contenere informazioni riservate. Qualsiasi utilizzo, diffusione o riproduzione senza autorizzazione è proibita. Qualora vi fosse pervenuto questo messaggio per errore, esso va cancellato immediatamente con preghiera di avvisare il mittente. Grazie.


I: Brainstorming Italia Turchia/ 6 marzo h 16,00


----- Messaggio inoltrato -----
Da: Isiamed <isia@mclink.it>
A:
Inviato: Giovedì 1 Marzo 2012 11:11
Oggetto: Brainstorming Italia Turchia/ 6 marzo h 16,00
 
 
 
                                                                                                                        
Roma, 01/03/2012
INVITO
BRAINSTORMING
"L'Italia e la Turchia protagoniste della nuova geopolitica tra Europa e Regione Mediterranea: Institution building e democrazia nelle nazioni a maggioranza islamica".
Senato della Repubblica - Sala Palazzo Bologna - Via di Santa Chiara 4
Roma, 6 marzo  2012, h. 16,00
 
 
Con questo primo brainstorming si avvia il Programma 2012 dell'Associazione di Amicizia e Cooperazione Italia – Turchia dedicato al tema Politico Istituzionale, assolutamente centrale nel tradizionale dibattitto culturale animato da Isiamed.
Introduzione: Stefano De Lillo, Presidente dell'Associazione.
Moderatore: Gian Guido Folloni, Presidente di Isiamed.
 
Interventi previsti:
ü  Hakki Akil, Ambasciatore della Turchia in Italia
ü  Paolo Amato, Presidente Associazione Parlamentare di Amicizia Italia - Turchia
ü  Laura Froner, V. Presidente Commissione Attività Produttive Camera dei Deputati
ü  Giancarlo Lanna, Presidente Simest
ü  P. Alberto Ambrosio OP - Studioso di Islam e Storia della Turchia
ü  Maria Amata Garito, Rettore dell'Università Telematica Uninettuno
ü  Daniele Lazzeri, Presidente del Think-Tank di Geopolitica ed economia Internazionale "Il Nodo di Gordio"
ü  Ermanno Visintainer, Presidente Centro studi "Vox Populi"
 
Conclusioni: Carlo Marsili, già Ambasciatore d'Italia ad Ankara
NB. I lavori si svolgeranno a porte chiuse.
 
Attenzione
Per motivi di sicurezza, si informa che verrà consentito l'ingresso soltanto a coloro che avranno confermato la propria adesione per fax (06/32609428) o per email (isia@mclink.it) e che si presenteranno muniti di un documento di identità.
 
Si ricorda che l'ingresso in ambienti del Senato sarà consentito solo a quanti indosseranno giacca e cravatta
 
 
 
 
Associazione di Amicizia e Cooperazione Italia - Turchia
Nuova Sede Isiamed, da Marzo 2012, Via Cola di Rienzo, 44
Tel. 06/3230235 06/32609823 Fax 06/32609428
e-mail:isia@mclink.it website: www.isiamed.org contatto skype: isiamed
 

I: [New post] La fiamma del BRICS continua a brillare


----- Messaggio inoltrato -----
Da: Aurora <donotreply@wordpress.com>
A: vitali.giorgio@yahoo.it
Inviato: Mercoledì 29 Febbraio 2012 18:33
Oggetto: [New post] La fiamma del BRICS continua a brillare
WordPress.com

New post on Aurora

La fiamma del BRICS continua a brillare

by sitoaurora
Melkulangara Bhadrakumar Strategic Culture Foundation 29/02/2012
 
Mentre il gruppo BRICS sembra in effervescenza, i paesi membri si sono prodigati per poter agire in modo coordinato. A proposito della crisi in Siria, che è senza dubbio la questione "più calda" nella politica internazionale di oggi, i BRICS presentavano i segnali preoccupanti di una crisi di identità. Russia e Cina hanno posto il veto alla risoluzione della Lega Araba sulla Siria nel Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, mentre l'India e il Brasile hanno votato per la risoluzione. La modalità si è ripetuta una settimana dopo in seno all'Assemblea generale delle Nazioni Unite.
Ancora una volta la cosa si è ripetuta quando gli 'Amici della Siria' hanno tenuto la loro riunione a Tunisi, lo scorso Venerdì. Russia e Cina si sono tenute lontano dall'incontro di Tunisi, mentre l'India e il Brasile hanno registrato un presenza dal basso profilo. Iniziava a sembrare che l'era BRICS stesse probabilmente per finire senza tanti complimenti. I BRICS come gruppo di potenze emergenti non ha mai avuto carenza di detrattori, che si sentirebbero immensamente sollevati - in particolare in Occidente, specialmente negli Stati Uniti.
Pertanto, si presenta quale piacevole sorpresa che la voce riguardante la morte prematura dei BRICS, sia un'esagerazione. Le notizie da Città del Messico di questa settimana mostrano il BRICS non solo vivo e vegeto ma, come si suol dire, apparire impaziente di agire mentre si avvicina il vertice annuale nella capitale indiana, del 28-29 marzo.
A margine di una riunione del G-20 a Città del Messico la scorsa settimana, i ministri delle finanze dei BRICS - Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa – decidevano di tenere delle consultazioni esclusive. E sono giunti alla sorprendente proposta di istituire una banca multilaterale che verrebbe finanziata esclusivamente dai paesi in via di sviluppo, al fine di finanziare progetti in quei paesi.
È interessante notare che la proposta proveniva dall'India. New Delhi ha fatto circolare in anticipo la sua proposta nelle capitali BRICS, in modo da portare avanti la discussione tra i paesi in via di sviluppo nel suo complesso, a fianco della riunione del G-20.
La proposta è certamente in fase esplorativa e corre parallela a un appello del G-20 a rafforzare gli istituti di prestito più piccoli e regionali, come la Banca per lo sviluppo Inter-Americana, la Banca asiatica per lo sviluppo e la Banca africana di sviluppo. Queste banche regionali hanno tutte approvato aumenti di capitale, il che consentirebbe loro di espandere il credito nelle rispettive regioni.
New Delhi, come ospite del vertice BRICS di fine marzo di quest'anno, ha anche stilato l'ordine del giorno per il percorso futuro del gruppo. La sua proposta per una banca BRICS è costruita sulla promessa fatta al vertice del gruppo dello scorso aprile in Cina, per "rafforzare la cooperazione finanziaria tra le banche di sviluppo del BRICS." La ragione d'essere della proposta indiana per una banca BRICS è che gli attuali organismi finanziari multilaterali non sono stati efficaci nella loro attività di finanziamento dei paesi in via di sviluppo. In realtà, i principali donatori di queste stesse istituzioni si trovano ad affrontare oggi la crisi economica, e a malapena si stanno tenendo a galla.
Il Brasile non ha tardato a esprimere sostegno, in linea di principio, alla proposta indiana. Naturalmente, l'idea è all'inizio, ma il prossimo vertice BRICS dovrebbe deliberare su ciò. Per inciso, il ministero degli esteri indiano ha annunciato che il ministro degli esteri cinese Yang Jiechi dovrebbe arrivare a Delhi e tra i colloqui vi sarà l'ordine del giorno del vertice BRICS.
L'India avverte l'impulso all'innovazione dell'architettura finanziaria globale, come anche il suo senso di vulnerabilità crescente ai rischi globali. Nonostante la robusta crescita economica dell'India (che dovrebbe essere di circa il 7% quest'anno), la capacità dell'economia di resistere a grandi shock esterni rimane questionabile. Un recente rapporto intitolato The Global Risks Atlas 2012 scritto da Maplecroft, la ben nota società di analisi dei rischi, cita l'India come la nazione più esposta e meno resistente dei BRICS ai rischi globali. In un elenco di 178 paesi, l'India si pone come la 19.ma economia più esposta e meno resistente, mentre Russia, Cina e Brasile sono state classificate al 30.mo, 58mo e 97.mo posto.
L'iniziativa indiana sulla banca dei BRICS deve anche essere vista opposta alla campagna occidentale concertata a rappresentare il raggruppamento giocare un ruolo declinante nelle dinamiche globali, a causa del recente calo di prestazioni, avendo perso oggi parecchi dei precedenti vantaggi per gli investitori occidentali. Secondo questa tesi, i CIVETS - Colombia, Indonesia, Vietnam, Egitto, Turchia e Sud Africa – adesso giocano il nuovo ruolo di prossima generazione di tigri economiche.
Il ruolo in gioco è contestare la pertinenza dei BRICS con il pretesto specioso che ci sono altre economie in via di sviluppo che stanno crescendo assai rapidamente o che offrono alti rendimenti sui mercati finanziari. I BRICS non dovrebbero permettere che questo stratagemma abbia successo. Per prima cosa, il ruolo dei BRICS non può che aumentare in quanto rappresentano la maggior parte dei paesi a "medio reddito" in rapida crescita. Se le economie a "medio reddito" rappresentano il 58% della crescita mondiale di oggi, i BRICS sono il più grande "blocco" all'interno di essa.
In uno scenario globale in cui le economie sviluppate stanno perdendo la loro posizione dominante nella crescita mondiale e le economie a "basso reddito" in via di sviluppo contano solo per l'1% della crescita mondiale dei passati 5 anni, tra il 2005 e il 2010, il ruolo cruciale del BRICS è evidente.
Il cuore della questione è che le economie BRICS non solo sono in rapida crescita - anche spettacolare - ma sono anche di grandi dimensioni. Cina, Brasile, India e Russia sono classificate rispettivamente come 2°, 7°, 9° e 11° economia più grande del mondo di oggi. Non sorprende che ciò che pietrifica l'Occidente è l'impatto collettivo dei BRICS sulla dinamica del mondo, e in caratteri inauditi nella moderna storia economica, che finora è stata costruita sul paradigma del "mondo sviluppato - mondo in via di sviluppo".
Il cambiamento di paradigma è ulteriormente accentuato dalla crisi finanziaria internazionale, come testimoniano i fatti. Secondo le statistiche della Banca Mondiale, i BRICS rappresentavano il 53% della crescita dell'intero PIL globale di 7.250 miliardi dollari, nel periodo 2007-2010. La crescita degli Stati Uniti in questo periodo (592 miliardi dollari) è stato un solo un sesto della crescita del PIL dei BRICS di 3.819 miliardi dollari. Molto probabilmente, la tendenza si ripeterà nel 2012. L'Unione europea e il Giappone non dovrebbero "crescere", mentre la crescita degli Stati Uniti è in stallo, anche con prestiti di grandi dimensioni dovrebbe essere meno della metà della crescita del PIL della Cina – senza contare i BRICS nel loro complesso.
In sintesi, le posizioni divergenti dei BRICS sulla Siria non dovrebbero sorprendere. Come un commento sul quotidiano Global Times della Cina ha sintetizzato: "I BRICS non sono un blocco di tipo politico/militare come la NATO [North Atlantic Treaty Organization]. Coordina gli interessi economici delle grandi economie in via di sviluppo del mondo ... Alcune piccole economie possono continuare a crescere ancora più rapidamente di alcuni BRICS ... [ma] i paesi BRICS continueranno a rafforzare il loro ruolo di forza trainante nell'economia mondiale".
Chi avrebbe mai pensato che i BRICS agitassero il bastone contro il dominio del sistema di Bretton Woods degli Stati Uniti così apertamente? A Città del Messico la scorsa settimana, i ministri delle finanze dei BRICS hanno deciso che è giunto il momento che il decennale predominio degli Stati Uniti nella Banca Mondiale non sia più incontrastato.
"I candidati dovrebbero basarsi sul merito e non sulla nazionalità", ha detto ai giornalisti il ministro delle finanze brasiliano Guido Mantega. I BRICS si propongono di discutere la possibilità di presentare il proprio candidato per  sfidare "chiunque sia nominato dal governo degli Stati Uniti", secondo la Reuters. (I candidati possibili sono la segretaria di stato statunitense Hillary Clinton, l'ex Segretario al Tesoro Lawrence Summers e l'ambasciatrice USA alle Nazioni Unite Susan Rice.)
"E' tempo [per i BRICS] di rompere la tradizione degli Stati Uniti e dell'Europa di spartirsi le cariche [di Banca Mondiale e FMI] e noi tutti, questa volta, dobbiamo sforzarci maggiormente di trovare qualche consenso", aggiungeva Pravin Gordhan, il ministro delle finanze del Sud Africa. Questo può sembrare idealistico. Ma, anzi, rende la sfida ancora più importante, poiché dimostra che la fiamma dei BRICS è ben lungi dall'essere spenta dalla crisi in Siria. 
 
Traduzione di Alessandro Lattanzio - SitoAurora
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INFORMARMY.com: Il controllo della politica italiana manovrato dai...

INFORMARMY.com: Il controllo della politica italiana manovrato dai...: pubblicato da Renzo Minari il giorno domenica 26 settembre 2010 alle ore 11.28 Da una parte Berlusca che ha fatto parte della P2 organiz...

I: [accademia della libertà] la mistificazione due anni fa


----- Messaggio inoltrato -----
Da: Giuseppe Turrisi <giuseppeturrisi@yahoo.it>
A: accademia-della-liberta@googlegroups.com; Claudio Pace <INFO@claudiopace.it>
Inviato: Giovedì 1 Marzo 2012 10:46
Oggetto: [accademia della libertà] la mistificazione due anni fa

 

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