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Migliori regali.
MASSIMA LIBERTA' DI ESPRESSIONE NELL'AMBITO DELLA DECENZA E DEL GUSTO. NON SI DISDEGNANO EPITETI DOVEROSI A CHI SE LI MERITA.
----Messaggio originale----
Da: maufil@alice.it
Data: 27/12/2011 11.29
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Ogg: TUTTI SCHEDATI
PremessaPiù di 40 anni addietro, quando frequentavamo la Fncrsi, c'era tra noi il carissimo F. che, novello G. Preziosi, non perdeva occasione, come ancora oggi del resto, per metterci in guardia circa le trame degli "eletti" e sui loro mezzi e metodi di controllo.Ma a quel tempo, le tante realtà nazionali allora in atto, nonchè Jalta, il Vietnam, la contestazione, Israele senza Gerusalemme, ecc. (neppure girava il termine "mondialismo"), facevano sì che non gli davamo eccessivo peso. Oggi, tutto quello che egli, mano a mano, prevedeva, o meglio deduceva dai fatti, si è avverato.Ma soprattutto ricordo che F. ci metteva in guardia – e anche questo, pur non essendoci sconosciuto, tendevamo a sottovalutarlo - su un certo Centro di documentazione ebraica preposto a schedare ogni nominativo che in qualche modo fosse riconducibile a persone ostili all'ebraismo.E al tempo non c'erano i computer come oggi.AtttualitàMi era stato segnalato che in diversi Siti ebraici vengono tenuti sotto controllo fatti, articoli, notizie e nominativi riconducibili a situazioni avverse agli "eletti".Ora mi hanno segnalato un Portale ebraico (http://moked.it/blog) che scandaglia tutta la stampa italiana. E così mi sono ritrovato un mio articolo su Rinascita di mesi addietro in cui parlavo di Straus Khan chiedendomi come era possibile che un tal potente ebreo askenazita sia passato dall'altere alla polvere e poi in qualche modo rimesso in piedi. Il Portale sottolineava il "pericolo" di questo genere di articoli (http://80.241.231.25/ucei/PDF/2011/2011-07-13/2011071319193575.pdf).Purtroppo non è stato possibile retrodatare la ricerca, ma presuppongo che c'erano anche altri articoli precedenti.Inutile dire che il prof. Claudio Moffa, definito assurdamente "antisemita" è tra i più citati e non mancano vari articolisti di Rinascita.Di attualità c'è invece , una informativa - avvertimento da parte, nientemeno, che di Fiamma Nirenstein, la quale metteva in guardia circa l'articolo di Franco Morini su Rinascita, a cui seguiva il mio articolo di integrazione, circa i rapporti tra Himmler, Eichmann e il sionismo.Non solo la Nirenstein sottolineava di non sottovalutare queste ricerche storiche ed invitava gli storici ebrei a correre ai ripari, ma metteva anche in guardia a non sottovalutare giornali come Rinascita che, seppur stampa di serie B, potrebbe sempre divenire di serie A.Ma cosa ha colpito gli ebrei circa gli articolo di Morini ?Li ha colpiti soprattutto il fatto che sono state riportate da Morini informazioni, difficilmente confutabili, circa i rapporti tra i nazisti e le Agenzie ebraiche, ed il fatto che la repressione attuata dai tedeschi nei confronti degli ebrei, di fatto, è stata funzionale a questi ultimi. E' chiaro che la Nirenstein ha ritenuto che articoli del genere possono aprire una ricerca storica molto delicata.Su quello stesso numero di Rinascita, nel mio articolo a seguire a quello principale di Morini, il sottoscritto, oltre a rievocare una certa linea Euro atlantica del nazionalsocialismo, poneva in primo piano, alcune analogie speculari tra il nazionalsocialismo e l'ebraismo ed inoltre ponevo una domanda decisiva che ogni storico non può non porsi, più o meno dicevo:"ma come è possibile che Himmler, interno ad una linea geopolitica euro atlantica, da tempo in contatto con gli alleati, tanto che il suo uomo Wolff, in Italia può firmare la resa e si "vende" Mussolini, ritiene possibile che proprio lui possa mettersi d'accordo in extremis con gli Alleati e si va a consegnare agli inglesi? Oltretutto, a meno che Himmler non fosse totalmente scemo, egli sapeva bene che la propaganda di guerra lo stava da tempo additando come il massimo responsabile delle sterminio ebraico, ed allora come poteva sperare di farla franca?Non è quindi peregrino rispondersi che, Himmler sapeva benissimo che quelle accuse non erano altro che propaganda di guerra e quindi riteneva, sbagliando comunque, che si sarebbero ridimensionate con la fine della guerra cosicchè non escludeva di potersi in qualche modo accordare>>.Conclusioni:Le centrali ebraiche sono vigili, attentissime ad ogni voce che li possa riguardare e quindi, immediatamente, non solo reagiscono e corrono ai ripari, ma soprattutto SCHEDANO. E non solo con questi blog che sono di pubblico dominio!Per far cosa?Maurizio
Trucchi dell'Informazione |
| Posted: 01 Jan 2012 02:38 AM PST
Avevo promesso di non parlare più dello Stretto di Hormuz fino almeno allo scoppio della guerra termonucleare globale. Ma chi non legge il blog insiste, e quindi credo di far cosa utile nel cercare lumi su come funzioni davvero questo fatidico braccio di mare. Non sto a ripetere cose stradette (1, 2, 3, 4, e soprattutto 5). Ma gli iraniani continuano con le spacconate ("Chiudiamo lo Stretto!"), e gli USA replicano minacciando di scatenare le armate di Mordor. Così, è venuto naturale chiedermi chi comandi davvero su questo accidenti di Stretto. E' territorio iraniano, e quindi l'Iran ha tutto il diritto di bloccarlo a suo piacimento? E' per caso acqua territoriale statunitense e io non lo sapevo, beata ignoranza? E' terra di nessuno, fascia di sicurezza ONU, proprietà privata di un pescatore, insomma come funziona? Ebbene lo Stretto di Hormuz, nella sua parte più assottigliata, è largo appena 22 miglia. 11 miglia appartengono all'Iran, e 11 all'Oman. Per quanto riguarda le aree limitrofe (l'entrata e l'uscita, per capirsi) c'è un po' di discussione in corso, in quanto il diritto marittimo stabilisce che, qualora vi siano isole, le acque territoriali partano dalle isole e non dalla terraferma. Ne consegue che le isolette lì posizionate sono oggetto di diatriba mai risolta. Non solo. Il diritto internazionale marittimo stabilisce che, nel passaggio di uno stretto, le navi mercantili godono di diritti inviolabili da parte dello Stato a cui appartengono le acque; persino le navi da guerra hanno diritto a mantenersi in stato di allerta, seppur monitorate da chi controlla lo Stretto. Hanno ragione gli Stati Uniti, allora, a minacciare guerra contro chi ritiene di poter chiudere stretti a piacimento? Qui arriva il paradosso divertente, che non manca mai. Ebbene: gli Stati Uniti non hanno mai ratificato il diritto internazionale marittimo. Non è una legge che riconoscono. Perché diamine allora si sentono in diritto di ergersi a paladini? Mah. C'è anche da considerare un ultimo dettaglio sullo Stretto di Hormuz, un dettaglio geografico. Sembra che le sue acque siano troppo poco profonde perché le petroliere possano agevolmente passare: si trovano costrette ad una specie di zigzag per pescare i fondali più alti. E indovinate da che parte si trova il fondale profondo, nella parte più piccola dello Stretto? Esatto: proprio nelle acque iraniane. Una faccenda complicata, eh. (Se siete interessati allo spiegamento militare iraniano in zona, trovate tutto qui, arma per arma.) |
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