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martedì 26 aprile 2011

I: Bologna Liberata Bologna Occupata


QUESTA IMPORTANTE SEQUENZA di immagini e di interpretazioni è quanto mai utile per comprendere alcune cose:
1) Mentre alcune MASCHERE DI CARNEVALE continuano a RECITARE A SOGGETTO, la società italiana evolve.
2) Come cercherò di dimostrare in un secondo articolo ( spero in giornata) DOBBIAMO LIBERARCI DEL MITO ITALIANISTA DEL QUALE SIAMO PERVASI,perchè l'Italia NON è quella che sogniamo. La maturazione di un popolo avviene molto lentamente e per gradi. Mussolini, che di queste cose se ne intendeva, conoscendo a fondo gli italiani e soprattutto la Storia del nostro paese, scrisse che bisognava toccare il fondo per poter risalire.
3) La storia del nostro paese è una STORIA DI PICCINERIE. [ NOTA: In Rassegna Storica del Risorgimento, Anno XXII, Fascicolo II, Febbraio 1935-XIII edito dalla Libreria dello Stato, 1935, XIII, un articolo dello storico R. Ciasca, dal titolo: " Trattative per l'assetto dell'Italia Settentrionale nel 1798" doumenta come, di fronte allo sforzo titatico di un GRANDE ITALIANO come Napoleone, che nella sua lungimiranza stava tentando l'unificazione-almeno- della parte nord del nostro paese, gli "italiani" delle varie micro-unità geografiche si litigavano per un km di territorio, o peggio, per un viottolo. Fortunatamente fu la Leva militare di Napoleone che, costringendo gli italiani a battersi, diede a costoro COSCIENZA del proprio VALORE. Fu proprio l'eroica partecipazione alle campagne napoleoniche, ampiamente riconosciuta da costui dopo la campagna di Russia, che mobilitò tante personalità che poi avrebbero creato la premessa delle successive guerre " nazionali".] ( NOTA suppletiva: questi "italiani" furono più volte platealmente traditi dai sabaudi: Custoza, Novara, Custoza, Lissa ed infine ADUA!.)
4) Il VUOTO pneumatico attorno ai festeggiamenti del 25 aprile che fu, RICORDIAMOLO bene NOI che l'abiamo vissuto, TROPPO spesso un momento di sollievo dalla PAURA dei partigiani comunisti, ( i più dei quali NON erano nemmeno italiani) difficilmente potrà essere compensato dalle IDIOZIE palesemente EVIDENTI espresse per l'occasione. E non basta certamente la sceneggiata di qualche STRONZO in divisa di allora per cambiare le cose. ANZI!!
5) Per quanto riguarda i comunisti, posso documentare che la base, almeno negli anni 60 in poi, non parlava di liberazione ma di "occupazione". Questa presa di coscienza NON è poco.
6) Ultima considerazione che richiede anche un'analisi psicologico-sociale: per quale ragione, nel momento in cui per buona parte degli italyoti è evidente che nel 1945 si trattò di una okkupazione militare, certe facce di merda continuano a recitare la manfrina? Quali legami uniscono queste giakulatorie alle scelte ATLANTISTE DEL MSI negli anni 50-60???
Giorgio Vitali 
--- Lun 25/4/11, Giorgio Quarantotto <g.qrngrg@gmail.com> ha scritto:

Da: Giorgio Quarantotto <g.qrngrg@gmail.com>
Oggetto: Bologna Liberata Bologna Occupata
A: "Giorgio Vitali" <vitali.giorgio@yahoo.it>
Cc: "Alessandro Mezzano" <alessandro.mezzano@alice.it>
Data: Lunedì 25 Aprile 2011, 23:02

Colgo l'occasione per rispondere come ho già fatto con diverse associazioni culturali e loro simpatizzanti
                                                                                ____

Re -I giuda sono tanti ecc.   .. basta ascoltarli e si capisce subito quando straparlano di conquiste democratiche, dal palco del 25 Aprile
.

La festa della liberazione è una occasione per domandarsi se veramente siamo liberi .. oppure se siamo in grado di riconoscere che siamo sotto una nuova dominazione.
Il 25 Aprile è una occasione politica, o per fare retorica? Perchè non si dice che: l'Italia non dispone del proprio esercito, in quanto costretta ad andare in guerra (ovvero in missione umanitaria) al seguito degli Stati Uniti, che non dispone della propria moneta perché l'euro è gestita della banca centrale Bce, che la nazione Italia è ostaggio del sistema finanziario che si basa sul debito (e i greci stanno cominciando a capirlo sulla propria pelle),
che siamo un popolo oggetto di conquista e di spoliazione (vedasi l'accordo sulla governance economica europea del 15 marzo 2011), l'eurocrazia ha estorto la sovranità nazionale senza chiedere permesso a nessuno.

Il nuovo quadro che configura un intervento senza precedenti sui bilanci nazionali e sulle decisioni economiche ... "Dopo mesi di trattative spesso dure, i Ministri delle Finanze europei hanno finalmente dato il via libera ad una radicale svolta verso un monitoraggio centralizzato dei processi di bilancio nazionali e, ancora di più, di tutte le politiche economiche - sia dei paesi che utilizzano la moneta unica che di quelli che non la usano." -

EU Observer

L'UE ha appena realizzato la più grande presa di potere legislativo nella storia dell'umanità.

Era una notizia da prima pagina, no? Non è vero? Niente affatto. Tale massiccia presa di potere non è stata quasi registrata dai media mainstream.

In origine ce l'hanno venduto, naturalmente, come un "mercato" pan-europeo in grado di consentire un più agevole flusso delle merci (e persone) da un paese all'altro. Un centinaio di trattati e un centinaio di migliaio di regolamenti dopo, tali rassicurazioni possono essere chiaramente viste per quello che erano: ciniche manipolazioni sulla strada per l'impero. Il rullo compressore UE continua ad andare avanti, misurando i suoi progressi con le prerogative acquisite. La direzione è inconfondibile, e c'è poco da festeggiare..

G.Q.


21 aprile: Bologna Liberata Bologna Occupata


Lo scorso 21 aprile a Bologna, si festeggiava il 66esimo anniversario della liberazione di Bologna dall'occupazione nazifascista. Due in particolare sono stati gli eventi cittadini per la celebrazione.

Il primo, quello ufficiale, si è svolto in Piazza del Nettuno alle 10 del mattino con la presenza di numerosi bersaglieri e reduci partigiani, oltre che del subcommissario Michele Formiglio e di Lino William Michelini dell'Anpi. Tra i candidati politici alle prossime elezioni comunali, presenti i soli Maurizio Cevenini e il candidato sindaco della Lega Nord Manes Bernardini.

La seconda cerimonia, di carattere ufficioso, è stata realizzata in Piazza Ravegnana sotto le Due Torri, per commemorare la collaborazione fra partigiani e forze alleate nella lotta ai nazifascisti, con il libro "Il Bracciale di Sterline". Presenti sia gli autori del libro, Matteo Incerti e Valentina Ruozi, sia uno dei protagonisti di quella guerra, il soldato ispano-americano Roque Rioja detto Private Rocky.

Le riflessioni che qui ci premono fare sono volte a considerare come le due organizzazioni hanno voluto confezionare i rispettivi eventi. Se infatti gli organizzatori della cerimonia ufficiale hanno scelto per questioni di etichetta istituzionale di issare la bandiera italiana, quella europea e quelle delle rispettive brigate partigiane, gli autori del libro hanno preferito festeggiare la Liberazione di Bologna per merito di eroi provenienti "dalla Scozia all'Italia, dall'Australia agli Stati Uniti", con la sola presenza di numerose jeep statunitensi, militari statunitensi e tante appariscenti bandiere statunitensi (più una defilata e poco visibile bandiera inglese). Di bandiere italiane nemmeno l'ombra. Né tanto meno si è registrata la presenza di reduci partigiani della Resistenza o rappresentanti dell'Anpi.

Leggiamo sul Fatto Quotidiano che la scenografia è stata curata da un "gruppo di appassionati bolognesi di rievocazioni storiche", che "arriverà in centro con sei jeep americane d'epoca ed in divisa rigorosamente originale dell'esercito a stelle e strisce".

Fa specie notare che quando i cittadini si auto-organizzano per celebrare la liberazione della propria città e della propria patria, si liberano molto agevolmente delle etichette istituzionali e fanno volentieri a meno di insegne cittadine, bandiere italiane e rappresentanti dell'Anpi. A meno che l'iniziativa non avesse un carattere puramente promozionale – proprio di 21 aprile.

Eppure fra gli obiettivi dichiarati dai due autori del libro, c'è proprio quello di festeggiare gli eroi che lottarono per la libertà. Lo ripete anche Private Rocky, che in un commento rivela il suo realismo a corrente alternata: "Noi combattevamo per la libertà, oggi ha ragione chi dice che si combatte soprattutto per il petrolio, purtroppo."

Capiamo le ragioni sentimentali di chi in quella guerra era in prima linea, ma è da ingenui credere che la partecipazione statunitense alla seconda guerra mondiale fu combattuta in nome di una non meglio definita libertà. Fra le costanti della storia infatti, c'è quella che le guerre si combattono in territorio straniero per difendere alleanze che rispondono più ad interessi geopolitici, che ad astratti ideali o a ragioni umanitarie.

Le basi militari USA/NATO sono a lì a dimostrarlo. Più di 100 solo in Italia, nella nostra Italia liberata dai nazifascisti, e subito ri-occupata dagli statunitensi. Quasi 1000 in tutto il mondo.

Tutti liberi dunque: gli autori del libro di festeggiare la liberazione di Bologna insieme con i nostri nuovi occupanti statunitensi. E gli americani di costruire basi militari in tutto il globo terracqueo.

Diciamolo in inglese che fa pendant con la scenografia star&stripes di Piazza Ravegnana: long live freedom!

Standing Army


Mercoledì 11 Maggio, ore 20.30, a Bologna
proiezione del documentario
Standing Army.
L'immensa rete delle basi militari USA all'estero
Al termine della proiezione, dibattito con Thomas Fazi, traduttore ed interprete, co-autore insieme ad Enrico Parenti di Standing Army (dvd + libro edito da Fazi) ed Alberto B. Mariantoni, politologo, scrittore e giornalista, per più di vent'anni Corrispondente permanente presso le Nazioni Unite di Ginevra e per circa quindici anni sul tamburino di Panorama (in collegamento skype)
L'elezione di Barack Obama è stata accolta in tutto il mondo come l'inizio di una stagione politica radicalmente diversa da quella di Bush. Una stagione orientata alla pace ed al dialogo. E gli appassionati discorsi del neopresidente americano sembravano giustificare questa speranza.
Ma nell'ambito della politica estera, l'amministrazione Obama differisce ben poco da quelle precedenti.
Al di là dei titoli della stampa internazionale – e del Nobel per la pace assegnato a mandato appena intrapreso – si scopre una realtà molto lontana da quella ufficiale, con bilanci militari che superano persino gli ultimi stanziamenti dell'era Bush.
Dove vanno a finire tutti questi soldi?
In gran parte servono a finanziare l'immensa rete di basi militari statunitensi all'estero: a più di vent'anni dalla caduta del muro di Berlino, ne restano circa un migliaio (la contabilità in merito è molto controversa) ed il loro numero continua a crescere, sparse in oltre quaranta Paesi nel mondo.
Come si spiega, quindi, questa aggressiva politica espansionistica alla luce della crisi economica e della retorica pacifista di Obama? Chi tira le fila della politica estera USA?
Su questi temi riflettono gli autori del documentario e del volume di approfondimento Standing Army. Un'inchiesta che unisce alle parole di esperti – quali Noam Chomsky, Gore Vidal, Chalmers Johnson, Edward Luttwak – le testimonianze di chi è toccato in prima persona dalla presenza delle basi: gli abitanti di Vicenza, che si oppongono ad una nuova struttura militare a pochi passi dal centro cittadino; la popolazione dell'isola giapponese di Okinawa, che condivide il suo piccolo lembo di terra con 25.000 soldati statunitensi; gli indigeni dell'isola di Diego Garcia (Oceano Indiano), cacciati per far spazio ad una gigantesca base aeronavale; e lo stesso personale militare americano, impegnato in teatri di guerra in Asia (Iraq ed Afghanistan) ed Africa (Libia) con retroterra logistici operativi anche in Italia.


La rapina del secolo: l'assalto dei «volenterosi» ai fondi sovrani libici
di Manlio Dinucci*

Manlio Dinucci torna sugli aspetti sottolineati nelle nostre colonne, all'inizio della guerra in Libia: le potenze coloniali "volontarie" si sono appropriate dei colossali investimenti esteri dello stato Libico. Il denaro congelato nelle banche occidentali, minacciava il monopolio della Banca Mondiale e del FMI, finanziando dei progetti di sviluppo nel Terzo Mondo. Continua a "girare" (non più nella forma di investimento, ma di garanzie bancarie), questa volta a favore degli occidentali.


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La Banca Centrale della Libia

L'obiettivo della guerra in Libia non è solo il petrolio, le cui riserve (stimate in 60 miliardi di barili) sono le maggiori dell'Africa e i cui costi di estrazione tra i più bassi del mondo, né il gas naturale le cui riserve sono stimate in circa 1.500 miliardi di metri cubi. Nel mirino dei «volenterosi» dell'operazione «Protettore unificato» ci sono anche i fondi sovrani, i capitali che lo stato libico ha investito all'estero.

I fondi sovrani gestiti dalla Libyan Investment Authority (Lia) sono stimati in circa 70 miliardi di dollari, che salgono a oltre 150 se si includono gli investimenti esteri della Banca centrale e di altri organismi. Ma potrebbero essere di più. Anche se sono inferiori a quelli dell'Arabia saudita o del Kuwait, i fondi sovrani libici si sono caratterizzati per la loro rapida crescita. Quando la Lia è stata costituita nel 2006, disponeva di 40 miliardi di dollari. In appena cinque anni, ha effettuato investimenti in oltre cento società nordafricane, asiatiche, europee, nordamericane e sudamericane: holding, banche, immobiliari, industrie, compagnie petrolifere e altre.

segue…

http://www.voltairenet.org/article169543.html



domenica 7 novembre 2010

NATO: Gladio, Stay-behind dalla "strategia della tensione" alla "guerra contro il terrorismo"


La manipolazione delle democrazie europee
di Ossama Lotfy
Compiere attentati contro civili, in modo da creare un clima di paura, e poi imputarli ai propri avversari politici per screditarli è una vecchia ricetta dei servizi segreti anglosassoni. Questa tecnica di destabilizzazione, adattata alla globalizzazione, è sempre attuale. Per iniziativa del Réseau Voltaire, cinquanta esperti provenienti da una dozzina di paesi si sono riuniti a Parigi per studiare la similitudine tra la "strategia della tensione", iniziata durante la Guerra Fredda, e la "guerra contro il terrorismo", scattata sulla scia degli attentati dell'11 settembre.


Da Gladio ai voli segreti della CIA. Dalla "strategia della tensione" alla "guerra contro il terrorismo". Una semplice carrellata storica è sufficiente a convincersi della continuità, se non della corrispondenza, di queste due operazioni, non fosse altro per i suoi mandanti e i luoghi di applicazione. E a porre la questione della "riattivazione" della rete "stay-behind" in Europa occidentale.

Creata dopo la seconda guerra mondiale, lo stay-behind (letteralmente: gli uomini lasciati sul territorio dietro la linea del fronte) doveva costituire in anticipo una rete di resistenza in caso d'invasione sovietica in Europa occidentale. Indirettamente frutto degli accordi di Yalta e di Postdam, questa rete era diretta dalla CIA statunitense e dal MI6 britannico per essere installata in tutta l'Europa occidentale (ossia nella zona d'influenza anglosassone). Essa fu ben presto incorporata nella NATO [1].
Ciononostante, essa non tardò a oltrepassare la sua missione originale per prevenire qualsiasi influenza comunista nelle democrazie occidentali. Si specializzò allora nel truccare le elezioni, negli assassini politici e negli attentati [2]. Ciò è avvenuto principalmente in Italia, dove due di tali crimini hanno particolarmente colpito gli animi: l'assassinio del primo ministro Aldo Moro nel maggio 1978 e l'attentato alla stazione di Bologna nel maggio 1980 [3]. Lungi dall'arrestarsi alla frontiera italiana, l'azione dello stay-behind si è estesa a tutti gli stati membri della NATO, compresa la Francia ( con l'eccezione, ovviamente, degli Stati Uniti, del Canada e del Regno Unito) [4]. Molto spesso all'insaputa dei governi degli stati in cui operava.
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Emblème de la branche italienne du Gladio
Ufficialmente disciolta dopo il crollo dell'Unione sovietica, la rete stay-behind, la cui esistenza sotto il nome di "Gladio" è stata rivelata solo nel 1990 dal primo ministro italiano Giulio Andreotti [5], continua oggi la sua attività estendendola a nuovi stati in misura dell'ampliamento della NATO. Se alcune nazioni, come l'Italia ed il Belgio, hanno condotto alcune inchieste e, in questo ultimo caso, è previsto un controllo parlamentare al fine di evitare che situazioni del genere possano ripetersi, nella maggior parte degli stati europei queste rivelazioni sono passate sotto silenzio. [6] Senza prendere alcuna misura significativa per contrastare questa organizzazione criminale. Analogamente, sono rimaste nel loro stato di torpore all'annuncio della scoperta delle prigioni segrete della CIA nel 2005.
La "strategia della tensione" si è trasformata in "lotta contro il terrorismo"?
Tale è il punto di vista dello storico svizzero Daniele Ganser, autore de "L'esercito segreto della NATO" il quale ha condotto un'inchiesta attraverso l'Europa intera per riannodare i fili di Gladio e scrivere questa opera unica su questo soggetto [7]. Uno specialista per il quale la "guerra contro il terrorismo" è oggi un analogo strumento di manipolazione dei popoli occidentali, nel senso che essa indica dei nuovi falsi responsabili di atti terroristici – i musulmani – non più per contrastare la "minaccia sovietica" ma per giustificare la guerra per le risorse condotta dagli Stati Uniti.
Questo punto di vista è stato accreditato dall'ex colonnello dell'esercito degli Stati Uniti, Oswald Le Winter, che è stato per più di un decennio il n. 2 della CIA in Europa e il co-presidente del Comitato clandestino della NATO [8]. Egli ha confermato che il suo servizio aveva infiltrato gruppi di estrema sinistra europei come le Brigate Rosse in Italia o Action Directe in Francia; che aveva contemporaneamente reclutato mercenari anti-comunisti di estrema destra; e, infine, che aveva organizzato diversi attentati facendoli eseguire dall'estrema destra, ma attribuiti all'estrema sinistra o da essa rivendicati.
Egli ha altresì dichiarato che la NATO aveva dato ordine di assassinare il generale francese René Audran, direttore degli Affari Internazionali del Ministero della Difesa (ossia incaricato di esportazione di armi), quando fu scoperto che era la fonte delle informazioni divulgate qualche anno prima dal giornalista italiano Mino Pecorelli [9]. L'omicidio fu attribuito ad Action Directe di cui cinque membri furono condannati all'ergastolo [10].
Proseguendo con la sua tesi, il colonnello LeWinter ha affermato di aver partecipato, nell'ambito della CIA affiancata dal MI6, alla creazione di Al Qaeda sul modello di Gladio. Sarebbero stati infiltrati alcuni gruppi islamici; dei mercenari sarebbero stati reclutati in altri ambienti musulmani; e delle operazioni finanziate dai servizi segreti anglosassoni sarebbe state attribuite ai primi ancorché eseguite dai secondi. Tuttavia, a differenza dei gruppi europei degli anni '70 e '80, tutti i gruppi islamici di facciata sarebbero stati riuniti sotto l'unica etichetta di Al Qaeda.
Il colonnello LeWinter ha affermato di aver avuto un ultimo contatto con Osama Bin Laden nel 2003; un episodio che all'epoca aveva avuto eco nella stampa portoghese.
Lo storico statunitense Webster G. Tarpley, che ha partecipato telefonicamente da Washington alla riunione, è tornato in dettaglio sull'assassinio del primo ministro italiano Aldo Moro. Un omicidio realizzato dalle Brigate Rosse ma gestito a loro insaputa dalla NATO sotto la diretta autorità di Henry Kissinger. Tarpley, che all'epoca viveva a Roma, era stato il primo a rivelare i dettagli del complotto atlantico che mirava ad impedire la creazione di un governo di unità nazionale con l'inclusione dei comunisti. Egli ha osservato che le inchieste successive hanno confermato i suoi lavori, con l'eccezione dell'individuazione di una società segreta che egli aveva per errore ricondotta all'Ordine di Malta, laddove si trattava del Grande Oriente d'Italia (la famosa loggia Propaganda Due detta "P2", scoperta in seguito) [11].
Roumiana Ougartchinska ha riferito dell'inchiesta che sta conducendo da oltre dieci anni sul tentativo di uccisione di Giovanni Paolo II. Il confronto tra gli elementi disponibili permette d'invalidare definitivamente la celebre "pista bulgara", teoria secondo la quale l'attentato sarebbe stato finanziato dall'URSS ed eseguito da un turco agli ordini dei servizi bulgari [12]. Rimane stabilito che Ali Agça era il n. 3 di stay-behind in Turchia e che ha beneficiato di numerose complicità in Europa occidentale. Un intenso conflitto opponeva gli Stati Uniti alla Santa Sede riguardo l'Ostpolitik del cardinale Agostino Casaroli, preoccupata di evitare che l'Europa centrale si trasformasse in un campo di battaglia tra le grandi potenze.
Per l'italiano Giulietto Chiesa, parlamentare europeo, filosofo e giornalista, la situazione è oggi molto più grave di quello che fosse durante la Guerra Fredda. In effetti, se nel contesto dello scontro ideologico tra gli anglo-americani e l'URSS gli uomini di stay-behind potevano credere di violare le regole democratiche per proteggere le democrazie, essi oggi non possono che servire gli interessi anglo-americani ai danni dei loro alleati.
Il 5 ottobre 2001, meno di un mese dopo gli attentati a NewYork e Washington, gli Stati Uniti e il Regno Unito hanno informato il Consiglio atlantico della riattivazione di stay-behind contro il "nemico terrorista" . Essi hanno reclamato la collaborazione degli stati membri in virtù della mutua assistenza prevista dall'art. 5 della Carta della NATO in caso di attacco ad un alleato. In seguito, essi hanno concordato con l'Unione europea la libertà d'azione di cui avevano bisogno [13]. Infine, essi hanno negoziato bilateralmente le riforme legislative che permettessero agli agenti della CIA e del MI6 di agire clandestinamente in ciascuno degli stati membri [14].
Adesso, la NATO non è più un'alleanza militare tra uguali, ma unicamente il luogo d'esecuzione delle decisioni di Washington. Così, recentemente, gli Stati Uniti hanno potuto negoziare con la Polonia e la Repubblica Ceca l'installazione del loro nuovo sistema missilistico senza neppure informare il Consiglio atlantico, che ne ha dibattuto a giochi fatti.
La Commissione d'inchiesta del Parlamento europeo, alla quale Giulietto Chiesa partecipa attivamente, ha confermato il rapporto di Dick Marty [15] al Consiglio d'Europa [16]. Essa ha indicato che la CIA ha rapito, sequestrato e torturato dei musulmani in Europa nel corso degli ultimi cinque anni.
Il deputato polacco Mateusz Piskorski dal canto suo ha sottolineato che le inchieste aperte nel suo paese non hanno permesso di saperne di più riguardo le prigioni segrete della CIA sul territorio nazionale. Tutto sommato, se esse sono mai esistite lo furono solo durante la presidenza di Aleksander Kwasniewski e sono certamente scomparse con il presidente Lech Kaczynski, nonostante la sua attrazione filo-statunitense.
Per concludere, Thierry Meyssan, presidente del Réseau Voltaire che guidava questa seduta di lavoro, ha sottolineato che gli intrighi dei servizi segreti della Nato si sono fatti beffe dei principi di sovranità nazionale. Egli ha nuovamente messo in guardia verso l'evoluzione imperiale degli Stati Uniti e ha affermato che la loro ingerenza è la prima sfida che le democrazie occidentali sono chiamate ad affrontare. Tanto più che la scelta deliberata delle vittime – tutte musulmane – ha cercato di impiantare in Europa lo "scontro di civiltà". Infine, alla vigilia delle elezioni presidenziali francesi, egli ha ricordato che gli accordi transatlantici che autorizzano l'utilizzo degli aeroporti francesi da parte degli aerei-prigione della CIA erano stati segretamente negoziati da Nicolas Sarkozy senza averne mai fornito spiegazioni. Ma [Meyssan] si è felicitato che la CIA abbia esitato a farne uso nel timore di sabotaggi ad opera di ufficiali dei servizi francesi fedeli alla repubblica.

[1] "Stay-behind : les réseaux d'ingérence américains " ["Stay-behind, le reti d'ingerenza americane", ndt], di Thierry Meyssan, Réseau Voltaire, 20 agosto 2001.
[2] "Le Field Manual 30-31" [Il Manuale da Campo 30-31, ndt] dell'esercito degli Stati Uniti, così come le appendici FM 30-31 A e FM 30-31 B, dove si trovano descritte le operazioni "false flag": "Possono esserci momenti in cui i governi ospiti mostrano passività o indecisione di fronte alla sovversione comunista e, secondo l'interpretazione dei servizi segreti americani, non reagiscono con sufficiente efficacia (…) I servizi segreti dell'esercito degli Stati Uniti devono avere i mezzi per lanciare operazioni speciali che convincano i governi ospiti e l'opinione pubblica della realtà del pericolo insurrezionale. Allo scopo di raggiungere questo obiettivo, i servizi americani devono cercare di infiltrare gli insorti per mezzo di agenti in missione speciale che devono formare gruppi d'azione speciale tra gli elementi più radicali (…) Nel caso in cui non sia possibile infiltrare con successo tali agenti al vertice dei ribelli, può essere utile strumentalizzare per i propri fini organizzazioni di estrema sinistra per raggiungere gli scopi descritti sopra. (…) Queste operazioni speciali devono rimanere rigorosamente segrete. Solamente le persone che agiscono contro l'insurrezione rivoluzionaria conosceranno il coinvolgimento dell'esercito americano negli affari interni di un paese alleato."
[3] "1980: carnage à Bologne, 85 morts" ["1980: strage a Bologna, 85 morti", ndt], Réseau Voltaire, 12 marzo 2004.
[4] Nato's Secret Armies: Operation Gladio and Terrorism in Western Europe ["Gli eserciti segreti della NATO: l'operazione Gladio e il terrorismo nell'Europa occidentale", ndt], di Daniele Ganser, Frank Cass Publishers. Edizione francese prevista per la fine del 2007 per le edizioni Demi-Lune.
[5] "Rapport Andreotti sur l'Opération Gladio" ["Rapporto Andreotti sull'Operazione Gladio", ndt], 26 febbraio 1991.
[6] Vedere il documentario Timewatch: Operation Gladio – Behind False Flag Terrorism, di Alan Francovich, BBC (1992). Disponibile in tre parti su Google Video.
[7] Vedere anche "Il terrorismo non rivendicato della NATO " intervista a Daniele Ganser di Silvia Cattori, Réseau Voltaire, 29 dicembre 2006.
[8] Desmantelar a America e Democrazia e Secretismo di Oswald LeWinter, Pubblicazioni Europa-America (Lisbona), 2001 e 2002.
[9] Mino Pecorelli ha rivelato nel 1978 il funzionamento della loggia P2. E' stato assassinato nel 1979. Nel suo domicilio sono stati scoperti numerosi documenti sulle società segrete legate alla NATO e alla Santa Sede di cui si ignora la provenienza. Il generale Audran è stato assassinato nel 1985. Action Directe è stata smantellata nel 1987.
[10] Le accuse del colonnello Oswald LeWinter contraddicono nel contempo le dichiarazioni dei membri di Action Directe e i lavori della giornalista franco-israeliana Dominique Lorentz che attribuisce la manipolazione di Action Directe a l'Iran.
[11] Chi ha ucciso Aldo Moro?, di Webster Tarpley, POE, 1978.
[12] La Vérité sur l'attentat contre Jean-Paul II [La verità sull'attentato a Giovanni Paolo II, ndt], di Roumiana Ougartchinska, in via di pubblicazione per le edizioni Presse de la Renaissance.
[13] "L'Euro Patriot Act", "L'Union européenne a autorisé par écrit les prisons secrètes de la CIA dès janvier 2003" ["L'Unione europea ha autorizzato per iscritto le prigioni segrete della CIA dal gennaio 2003", ndt], Réseau Voltaire, 17 novembre 2003 e 13 dicembre 2005.
[14] "La loi Ashcroft-Perben II" ["La legge Ashcroft-Perben II", ndt], Réseau Voltaire, 18 febbraio 2004.
[15] "Faut-il combattre la tirannie avec les instruments des tyrans?" ["Faut-il combattre la tyrannie avec les instruments des tyrans ? Bisogna combattere la tirannia con gli strumenti dei tiranni?", ndt], di Dick Marty, Réseau Voltaire, 22 marzo 2007.
[16] Le carceri segrete della CIA in Europa, di Giulietto Chiesa, Edizioni Piemme, 2007.

 Articolo del 1/5/2007

Il giorno 25 aprile 2011 20:33, Giorgio Vitali <vitali.giorgio@yahoo.it> ha scritto:
QUASI QUASI SONO PORTATO A PREFERIRE TUTTI COLORO CHE, A LIVELLO DI GOVERNO DI QUESTA ITALIETTA, CONTINUANO A PORTARE AVANTI IL LORO DOPPIO GIOCO FINO ALL'ESTREMO. Non sono più sopportabili  coloro che AVREBBERO DOVUTO COMPRENDERE GIA' DA MOLTO TEMPO E CHE INVECE nulla hanno capito della realtà civile, politica e morale che andavano seguendo ed oggi, sentendosi traditi, mandano maledizioni. Chi vuol fare politica ha il DOVERE di capire cosa succede! Tenendo conto, oltretutto, che TUTTE le idiozie che gli esponenti di questo governo ed i loro accoliti sono PALESEMENTE false, perchè NESSUNO ma proprio nessuno dei cosiddetti beneficiati dal cosiddetto "tradimento" ha mai chiesto ABIURE UFFICIALI, come invece ha sempre fatto la CHIESA che non è governata da COGLIONI, accontentandosi tutti, compresi i vari esponenti del sionismo nostrale, di semplici discorsi più o meno ufficiali. GV

--- Lun 25/4/11, Alessandro Mezzano <alessandro.mezzano@alice.it> ha scritto:

Da: Alessandro Mezzano <alessandro.mezzano@alice.it>
Oggetto: [fiamma] I GIUDA SONO TANTI
A: Undisclosed-Recipient@yahoo.com
Data: Lunedì 25 Aprile 2011, 17:54

 

I GIUDA SONO TANTI

 

Per tutti coloro che ancora avevano dei dubbi sulla malafede di Fini Iscariota, di Alemanno, di La Russa  e di tutti quegli ometti che per i soliti trenta denari hanno tradito la fede, i giuramenti ed i camerati ( ma è veramente difficile credere che qualcuno in possesso di tutte le sue facoltà mentali potesse ancora avere dei dubbi in proposito ) consigliamo l'ascolto delle cronache delle celebrazioni del 25 Aprile.

Tutti quanti quei Giuda hanno celebrato l'avvenimento della "liberazione" dal Nazifascismo con discorsi, cerimonie e dichiarazioni ufficiali esaltando così, come eroi della nazione ( la Patria essi non sanno cosa sia ), anche quei partigiani che massacrarono i nostri padri, che stuprarono le nostre madri per punirle di una fedeltà agli ideali che essi stessi avevano spesso esaltato sino al giorno prima per poi rinnegarli quando le sorti della guerra si volsero al peggio, che trucidarono, infoibarono, torturarono non per portare la democrazia, ma solo per tentare di sostituire al fascismo di Mussolini il comunismo di Stalin!

Questi Giuda non lo hanno neppure fatto né per salvare la pelle, né nell'impeto della rabbia, ma lo hanno fatto a freddo, per calcolo, per ottenere un vantaggio di soldi, di potere e di poltrone e quindi sono ancora più spregevoli e miserabili di coloro che massacrarono, stuprarono, infoibarono e torturarono.

Ad essi tutto il nostro disprezzo e l'odio che nasce dal vedere sputare sui nostri martiri che hanno dato la loro vita per la Patria e per l'ideale!

Ad essi la nostra maledizione in nome dei nostri morti e  dei nostri vivi!

 

Alessandro Mezzano

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