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mercoledì 28 marzo 2012

I: Eir n.13


----- Messaggio inoltrato -----
Da: "aldo.barbona@alice.it" <aldo.barbona@alice.it>
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Inviato: Mercoledì 28 Marzo 2012 1:46
Oggetto: Eir n.13

EIR Executive Intelligence Review
                                                                                                                  anno 21 n. 13 - 29 marzo 2012
Strategic Alert - Edizione Italiana
"Far saltare gli assiomi" è il modo in cui si può descrivere l'effetto che sta avendo la campagna presidenziale di Jacques Cheminade in Francia. Il candidato e i suoi attivisti sfidano il punto di vista che ha portato all'attuale profonda crisi della società, e promuovono un cambiamento paradigmatico. L'establishment, in particolare i sessantottini, geme.
Una ben distinta fazione nei media ha sfoderato l'artiglieria per sparare a zero su Cheminade, dopo che la sua candidatura è stata ufficialmente certificata il 19 marzo. La tattica usata ad esempio dal canale parlamentare televisivo (LCP) il 21 marzo, è quella di evitare i temi centrali del candidato, come Glass-Steagall e la politica di credito pubblico, ma di schierare quattro giornalisti in un puro esercizio di killeraggio, rovesciando su Cheminade trite calunnie e citazioni inventate di sana pianta. Non poteva mancare la famosa banalizzazione delle accuse lanciate da LaRouche all'establishment britannico, per la serie "la regina Elisabetta spaccia la droga", e una certa irritazione per la proposta di vietare l'uso dei videogiochi violenti, un tema divenuto di drammatica attualità dopo il caso del folle assassino di Tolosa.
Nonostante queste e altre banalizzazioni, il messaggio è tuttavia arrivato agli elettori. La dichiarazione di Cheminade secondo cui senza esplorazione dello spazio non ci sarebbero oggi "cuori artificiali, cellulari o computer", e che il progetto per la colonizzazione di Marte sarebbe la miglior garanzia di pace sono stati diffusamente riportati dai media.
Nel paese reale, lontano dalla Parigi ufficiale, le reazioni degli elettori sono molto diverse. Molti sono entusiasti al vedere un candidato completamente estraneo al sistema e istintivamente pensano che se egli spaventa così i media deve essere in gamba.
Gli attivisti di Cheminade ora sono impegnati nella diffusione di mezzo milione di opuscoli col programma del candidato, e organizzano comizi e riunioni locali. La sede della campagna elettorale è inondata di mails di elettori che vogliono sapere di più sul programma o che vogliono dare una mano. Le visite al sito (cheminade2012.fr) sono schizzate verso l'alto.
Tra le altre iniziative, Cheminade ha compiuto un intervento ben riuscito sul sito dell'Aérotrain, vicino Orleans, dove ha sostenuto che la Francia debba tornare allo spirito di Jean Bertin, l'ingegnere spaziale che aveva sviluppato questo concetto rivoluzionario, simile alla levitazione magnetica, per cui il treno viaggia su un cuscino d'aria. Questi esempi sono cruciali per far capire alla popolazione il concetto di economia fisica e sviluppo tecnologico.
Inoltre, molte associazioni economiche, militari e sanitarie hanno pubblicato le risposte di Cheminade a questionari su vari temi. Un esempio: l'Alto Consiglio per l'Istruzione Strategica e la Ricerca ha pubblicato la sua piattaforma militare che propone la fine di tutti i dispiegamenti fuori area (NATO) e l'adesione alla proposta russa di Difesa Strategica della Terra. In genere, questi ambienti esprimono grande interesse nei confronti di un approccio nuovo ai problemi.
Garantire la pace con lo sviluppo reciproco è stata sempre l'impostazione della politica di Lyndon LaRouche. Risalendo al 1977, quando il presidente Jimmy Carter, influenzato da Zbigniew Brzezinski, minacciava di far scoppiare una guerra con l'URSS, LaRouche elaborò una politica per la Sopravvivenza Reciproca Assicurata. Al centro della sua proposta c'era la creazione congiunta USA-URSS di sistemi anti-missili balistici basati sull'applicazione di nuovi principii della fisica, che sarebbero serviti sia per evitare una guerra sia come volano scientifico tecnologico per una nuova rivoluzione industriale.
Il 23 marzo 1983 il Presidente Ronald Reagan annunciò l'adozione della politica di LaRouche, nella forma di ciò che divenne noto come la Iniziativa di Difesa Strategica. Il governo sovietico dell'epoca, lanciato in una utopistica ricerca della supremazia militare e sotto pesante influenza britannica, respinse l'offerta di Reagan. LaRouche avvertì i sovietici che rifiutando l'SDI, la loro economia sarebbe crollata entro 5 anni, come realmente avvenne.
Oggi, 29 anni dopo, il mondo è nuovamente confrontato col pericolo di una guerra mondiale orchestrata dal burattino britannico Barack Obama. E oggi, nuovamente, la politica larouchiana di Sopravvivenza Reciproca Assicurata è la chiave per sconfiggere la politica imperiale.
Ironicamente, alcuni russi che negli anni '70 e '80 la respinsero, hanno appreso la lezione e ora hanno ripreso l'idea di LaRouche. Il 22 marzo, alla vigilia dell'anniversario della SDI, il ministro della Difesa russo Anatoly Serdyukov ha annunciato ad un incontro col Primo ministro Medvedev e il neopresidente Vladimir Putin che entro il dicembre prossimo saranno presentate delle proposte per lo sviluppo di "armi basate sui nuovi principii della fisica".
Già lo stesso Putin, in un articolo strategico scritto prima delle elezioni, aveva accennato al bisogno di sviluppare tali sistemi.
La dichiarazione di Serdyukov non solo fa eco alle proposte di LaRouche, ma essa è presa letteralmente dagli scritti del Maresciallo Nikolai Ogarkov degli anni ottanta, e dalle idee dello stratega V.D. Sokolovsky, autore del famoso libro "Strategia Militare" nel 1962.
I tempi sono più che maturi per un intenso dibattito pubblico su quale Europa vogliono i cittadini. Come ha sottolineato Helga Zepp-LaRouche nella teleconferenza del 17 marzo scorso, la civiltà europea ha una lunga e grande storia, dai classici greci al rinascimento italiano, da Giovanna d'Arco e lo stato nazionale francese ai classici tedeschi. Ma quest'Europa ha qualcosa a che fare con quella rappresentata oggi da Hermann van Rompuy e dalla baronessa Ashton?
Originalmente, il concetto dell'Unione Europea fu venduto ai popoli come mezzo per assicurare che tra le nazioni europee non scoppiassero più guerre, e che l'UE sarebbe stata forte abbastanza da tener testa alle potenze mondiali emergenti. Ma qual è la realtà di oggi? In primo luogo, la discordia tra le nazioni europee non è mai stata così grande dalla seconda guerra mondiale. A sud delle Alpi e dei Balcani, la Merkel viene ritratta in uniforme nazista, mentre sulle rive del Reno e dell'Elba i media trattano greci, italiani e spagnoli come fannulloni. In secondo luogo, le potenze emergenti guardano a questo mucchio di litigiosi europei e si sbellicano dalle risate al pensiero che esso dovrebbe diventare una superpotenza.
In altre parole, ciò che l'Unione Europea doveva diventare e ciò che è invece diventata sono due cose interamente diverse. Questo fatto ha spinto Helga Zepp-LaRouche a chiedere un dibattito in tutti i paesi su quale tipo di Europa abbiamo bisogno. Vogliamo un'Europa delle Patrie, come pensava De Gaulle, un'alleanza di repubbliche sovrane con una missione comune, o vogliamo una ipertrofica macchina burocratica europea composta di tecnocrati non eletti a Bruxelles, Strasburgo o Lussemburgo, che non devono rendere conto a nessuno?
La Grecia è l'esempio più chiaro di come le attuali politiche siano completamente fallite e perché si debbano cercare nuove soluzioni. Invece che tagli al bilancio perpetui che distruggono i livelli di vita e le capacità produttive, c'è bisogno di un Piano Marshall che assicuri la crescita dell'economica fisica. Mentre qualcuno propone un Piano Marshall che consiste nel ricoprire la Grecia di pannelli solari per poi esportarne la produzione elettrica in Germania, noi consideriamo ciò un'assurdità perché l'economia deve andare verso una densità di flusso energetico superiore, e non inferiore come quello del solare.
Un vero Piano Marshall per la Grecia deve necessariamente coinvolgere gli altri paesi mediterranei, e dovrebbe essere collegato al progetto del Ponte Eurasiatico (infrastrutture e corridoi industriali est-ovest). In aggiunta, l'Europa meridionale dovrebbe diventare la piattaforma per sviluppare l'Africa. Nelle parole della signora LaRouche, "Se noi europei non riusciamo a sviluppare il continente africano periremo, non perché gli africani hanno la bomba nucleare, ma perché la nostra incapacità morale di fermare il genocidio in corso in Africa ci condurrà al fallimento come civiltà".
Perciò ci dovrebbe essere un dibattito pubblico sul tema: vogliamo un'Europa delle dittature, un'Europa in cui la sovranità è stata schiacciata e la democrazia è una cosa del passato, dove i popoli sono sempre più alienati dalle strutture di governo? O vogliamo un'Europa in cui i pinnacoli della cultura, i classici greci, il rinascimento italiano, i classici tedeschi tornano ad essere la base per il dialogo e la cooperazione tra le nazioni?
Coloro che sostengono che il sistema dell'Euro debba essere mantenuto a tutti i costi altrimenti l'Europa muore, hanno torto. L'euro crollerà sicuramente, o come risultato di una bancarotta a catena, o a causa dell'iperinflazione. Ma perché mai questo dovrebbe significare anche la fine dell'Europa? A parere di Helga Zepp-LaRouche, le nazioni europee cooperano al meglio "quando sono sovrane e adottano una strategia di sviluppo e di rinascita delle nostre culture".
Mentre in Francia Jacques Cheminade ha messo la separazione tra le banche commerciali e le banche d'affari (Glass-Steagall) al centro della campagna presidenziale francese, registrando grande favore da parte dell'elettorato, in Germania il governo della Cancelliera Angela Merkel è riluttante a discutere il tema; ciononostante il suo partito, la CDU, ha creato ugualmente un gruppo di lavoro, presieduto dal portavoce sulla politica finanziaria Klaus-Peter Flosbach, che studierà la questione. I Verdi ed i socialdemocratici all'opposizione, che hanno creato gruppi di lavoro simili, hanno chiesto anche la creazione di una commissione governativa simile a quella creata negli Stati Uniti ed in Gran Bretagna (le commissioni Volcker e Vickers, che peraltro propongono misure molto riduttive rispetto alla Glass-Steagall di Roosevelt, e quindi inutili). Rispondendo ad un'interrogazione parlamentare presentata dall'SPD all'inizio di febbraio, il governo ha dichiarato che non intende presentare un disegno di legge simile a quello di Dodd-Frank negli Stati Uniti o al modello Vickers in Gran Bretagna, sostenendo che la legge Glass-Steagall (peraltro abrogata nel 1999) non avrebbe impedito il crollo della Lehman Brothers. Questa argomentazione è fuori tema, in quanto il ripristino della separazione bancaria non punta ad evitare un crollo, ma a far sì che esso venga confinato al settore speculativo, senza coinvolgere il settore commerciale totalmente separato e protetto dal governo.
Anche se l'interrogazione dell'SPD dimostra che questo partito favorisce il "ring fencing" di Vickers, che non è una vera separazione in quanto tiene in settore speculativo e quello commerciale all'interno dello stesso istituto bancario, il capitolo introduttivo mostra che l'SPD è consapevole dei benefici apportati dalla Legge Glass-Steagall dal 1933 alla sua abrogazione nel 1999. Il governo definisce il "modello del ring fencing" un'"idea interessante" ma sottolinea che in Germania "le banche potrebbero affrontare difficoltà nel rifinanziamento a breve termine".
Sull'altra sponda dell'Atlantico, all'inizio di marzo la Casa Bianca di Obama ha respinto ufficialmente ed esplicitamente il ripristino della legge Glass-Steagall. A seguito di una petizione presentata sul sito della Casa Bianca nel settembre 2011, che chiedeva il ripristino della legge Glass-Steagall, e sottoscritta da 24.000 firmatari, l'amministrazione Obama è stata costretta a rispondere. La risposta asserisce, in modo del tutto ridicolo, che la "riforma di Wall Street" del Presidente Obama sia una riforma più ampia di Glass-Steagall, benché gli stessi banchieri di Wall Street abbiano ammesso che non li danneggerà in alcun modo.
In Giappone la separazione bancaria è stata invocata con forza da Daisuke Kotegawa, ex alto funzionario del Ministero del Tesoro ed ex rappresentante giapponese al FMI. Scrivendo per il Canon Institute for Global Studies, di cui è direttore della ricerca, Kotegawa definisce l'abrogazione di Glass-Steagall "la principale causa strutturale della bolla finanziaria negli Stati Uniti e in Europa, dal 2002 al 2007" e aggiunge che l'errata risposta data al crollo del 2008 dal settore bancario e dalla politica a Londra e New York ha enormemente aggravato la crisi globale.
Kotegawa paragona questo al modo in cui fu affrontata una crisi simile in Giappone nel 1999 (quando era direttore della sezione titoli del Ministero del Tesoro) imponendo la liquidazione delle posizioni estere delle società fallite, quindi consentendo al Giappone di assorbire i costi della liquidazione, piuttosto che costringere il resto del mondo a pagare per la crisi nipponica, ma anche mandando al fresco qualche banchiere, azione da lui ripetutamente suggerita agli Stati Uniti e al Regno Unito, i quali hanno finora fatto orecchie da mercante.
Anche in Italia è attesa alla Camera dei Deputati una proposta di legge simile a quella presentata al Senato dal Sen. Oskar Peterlini per il ripristino della legge Glass-Steagall e la separazione bancaria, al fine di favorire il "credito alle imprese" (cfr. SAS 7/12).
La legge sulla "sanità che ci si può permettere", nota ai suoi antagonisti come "Obamacare" o sanità di Obama, è stata citata in giudizio alla Corte Suprema USA come anticostituzionale in un'udienza di tre giorni cominciata il 26 marzo. Il 22 marzo la Camera dei Rappresentanti aveva approvato un disegno di legge per abrogare l'Independent Payment Advisory Board (IPAB), tristemente noto come la "giuria della morte" visto che dovrà decidere, al posto del Congresso, quali cure mediche saranno finanziate, in particolare per i poveri, e quali no. Il disegno di legge non passerà al Senato, in quanto i repubblicani alla Camera l'hanno sabotato aggiungendo un emendamento che pone un tetto ai rimborsi per la malasanità, che i democratici non appoggeranno.
L'Obamacare fu approvata due anni fa, dopo furibonde battaglie al Congresso. Creò un'atmosfera carica di tensione nella popolazione, e condusse alla sconfitta del Partito Democratico alle elezioni di metà mandato per il Congresso, quando il partito di Obama perse oltre 70 seggi, dando la maggioranza ai repubblicani.
Anche se ci sono molti aspetti della legge che andrebbero capovolti, i principali oppositori tra i repubblicani non colgono il punto centrale, e l'attaccano come un esempio di esagerato controllo da parte del governo, definendola in alcuni casi "medicina socializzata". E' vero il contrario, la riforma sanitaria di Obama mira a razionalizzare le cure mediche. E' stata progettata per tagliare la spesa sanitaria là dove è più necessaria, ovvero tra gli indigenti e gli anziani, applicando tagli a Medicaid e Medicare e favorendo le compagnie di assicurazione, il cartello farmaceutico e servizi sanitari privati quali gli HMO.
Lo scopo della commissione IPAB sui tagli, ad esempio, è quello di negare le cure mediche per ridurre i costi. Si basa sugli stessi principii della politica T4 dei nazisti (che prende nome dal quartier generale dei nazisti a Tiergarten 4) di eliminare le "bocche inutili da sfamare", quali i malati terminali, i malati di mente e gli anziani che venivano messi a morire per risparmiare i soldi da usare per i soldati. I fautori della politica T4 furono condannati dal Tribunale di Norimberga dopo la guerra, e otto medici nazisti furono condannati a morte. Anche oggi coloro che sono responsabili della riforma sanitaria di Obama, come al esempio il Dott. Ezekiel Emmanuel, riconoscono che l'intento della riforma è ridurre la spesa sanitaria negando trattamenti "dispendiosi" a coloro che sono "alla fine della vita" e, al pari dei nazisti, descrivono l'eutanasia come qualcosa di buono!
Rachel Brown, uno dei 6 candidati al Congresso della lista LaRouche, ha emesso una dichiarazione questa settimana in cui sottolinea che, anche se tutti gli occhi saranno puntati sulla Corte, l'interrogativo da porsi è come mai Obama non sia stato sottoposto ad un procedimento di impeachment per questa riforma, che viola la clausola del General Welfare nel preambolo della Costituzione americana. Nel 2010 Rachel Brown divenne un'eroina quando contestò il parlamentare democratico Barney Frank per il suo sostegno a questa riforma, descrivendola come una "riforma sanitaria degna di Hitler" che tagliava i fondi alla sanità mentre allo stesso tempo Obama e Frank regalavano migliaia di miliardi di dollari alle banche di Wall Street che avevano provocato la crisi.
Con l'udienza alla Corte Suprema che riapre le questioni cruciali, il produttore di un'importante rete televisiva ha chiesto a Rachel Brown che cosa ne pensa, e lei ha risposto che se la Corte Suprema desidera tutelare la Costituzione americana, dovrebbe presentare la Congresso una richiesta di impeachment per Obama.
L'evidente pregiudizio politico del capo dell'International Atomic Energy Agency Yukiyo Amano nei confronti dell'Iran è stato recentemente denunciato da ex dirigenti dell'IAEA e dall'ex leader del team di ispettori in Iraq, Robert Kelley. Dato che i giudizi di Amano hanno contribuito a portare il mondo vicino alla guerra, è utile considerare i dispacci diplomatici USA che rivelano che Amano aveva giurato obbedienza alle politiche di Londra e Washington, sia in generale che rispetto all'Iran.
Un dispaccio datato 16 ottobre 2009, scritto dall'ambasciatore Glyn Davies, all'epoca rappresentante permanente degli Stati Uniti presso l'IAEA e l'Ufficio ONU di Vienna, afferma: "Il direttore generale designato dell'IAEA Yukiya Amano ha ringraziato gli USA per aver appoggiato la sua candidatura e si è premurato di sottolineare il proprio sostegno agli obiettivi strategici degli USA per l'ente. In diverse occasioni Amano ha ricordato all'ambasciatore che avrebbe dovuto fare concessioni al G-77, che correttamente esigeva che egli fosse equo e indipendente, ma che su ogni decisione strategica chiave era solidamente dalla parte degli USA, che si trattasse di nomine ad alto livello o di atteggiamento nei confronti del cosiddetto programma di riarmo nucleare iraniano".
Di fatto Amano, nella prima conferenza stampa come capo dell'IAEA, "fece concessioni" alla verità sostenendo di non vedere prove della volontà iraniana di riaprire il suo programma di riarmo nucleare. Ma poi iniziò subito a pubblicare rapporti che riscaldavano vecchie comunicazioni da nazioni non specificate che erano state scartate dai precedenti direttori dell'IAEA perché infondate.
Durante il dibattito dopo la webcast di Helga Zepp LaRouche sul pericolo di guerra (vedi www.movisol.org) la prima domanda riguardava le reazioni semplicistiche di molte persone che negano il pericolo di guerra sostenendo che "chiunque cominci una guerra mondiale verrà spazzato via". Quindi, non accadrà mai.
Ma le guerre non si sviluppano mai come sono state pianificate da coloro che le iniziano, ha risposto la signora LaRouche. Basti guardare ai paralleli con ciò che portò alla prima ed alla seconda guerra mondiale. La preistoria della prima guerra mondiale iniziò con la rimozione di Bismarck (1890) quando il futuro Re Edoardo VII preparò lo scacchiere per quello che poi divenne Sarajevo, con l'Entente Cordiale, la triplice intesa e la guerra russo-giapponese. L'Impero britannico, che a quell'epoca era la principale potenza marittima, operava sulla base della teoria geopolitica di Mackinder e Milner, secondo cui chiunque controlli il cuore dell'Eurasia controlla il mondo. Temeva per questo lo sviluppo continentale, e progetti infrastrutturali quali la ferrovia Berlino-Bagdad, che avrebbero reso meno importanti le rotte marittime.
Quindi "fu pianificata una guerra per contenere la Germania. Ma non era certo previsto che tale guerra si sviluppasse in quattro anni di guerra di trincea, con milioni di morti inutili, e che avrebbe distrutto un'intera generazione, gettando le basi per la seconda guerra mondiale".
Nei preparativi di guerra odierni, ha proseguita la signora LaRouche, le potenze occidentali stanno conducendo una sorta di "chicken game" (o gioco del coniglio) aumentando costantemente il pericolo nella regione fino al punto in cui sperano che Russia e Cina cederanno ed accetteranno la politica di cambiamento di regime in Siria, Iran ecc. Tuttavia la concentrazione di un arsenale militare e nucleare nell'area è talmente alta che basta il minimo errore di calcolo per scatenare un conflitto mondiale. Basterebbe una barca di pescatori a creare un incidente, che potrebbe essere una ripetizione dell'incidente del Golfo del Tonkino. La conseguenza sarebbe una guerra mondiale "per errore" che condurrebbe all'annichilimento del genere umano.
Tuttavia, ha detto la signora LaRouche "ci sono persone folli abbastanza da accettare una guerra nucleare". Ci sono alcune personalità che pensano che la popolazione mondiale verrebbe ridotta a 1 miliardo di persone. Ma hanno torto se pensano che potremmo sopravvivere all'"inverno nucleare" che ne conseguirebbe. Lo stesso vale per gli oligarchi che hanno costruito bunker sotterranei nel tentativo di garantire solo la propria sopravvivenza.
"Dobbiamo comprendere i pericoli in modo da scongiurarli finché siamo in tempo".
Il vertice dei paesi centroamericani tenutosi il 24 marzo ad Antigua, in Guatemala, che avrebbe dovuto elaborare una posizione comune sulla legalizzazione della droga da presentare all'incontro di aprile del Vertice delle Americhe, si è rivelato un fiasco. Degli otto presidenti attesi, solo due, quelli di Costa Rica e Panama, si sono presentati. Gli altri hanno mandato dei rappresentanti.
Il Presidente guatemalteco Otto Perez Molina aveva organizzato per mesi il vertice e intendeva far approvare un piano di quattro punti che includeva la proposta di legalizzare la produzione e il trasporto di droga "sotto certe circostanze", e la richiesta di compensazioni dagli USA per i carichi di droga catturati. Ma tra le otto nazioni partecipanti non si è raggiunta una posizione unificata.
Il 29 febbraio il Gruppo Interparlamentare sulla Politica degli Stupefacenti del Parlamento Britannico, presieduto dalla famigerata baronessa Meacher (che è anche favorevole all'eutanasia) aveva appoggiato il piano di Molina affermando: "Solo tramite il dialogo e uno studio serio delle diverse politiche sugli stupefacenti e l'impegno a ridurre i terribili danni provocati dalle politiche attuali potrà esserci un progresso".
Ricordiamo che, come ha confermato l'Ufficio delle Nazioni Unite sugli Stupefacenti e sul Crimine, il traffico di droga continua a rappresentare una fonte rilevante di liquidità per il sistema bancario internazionale, proprio come ai vecchi giorni dell'impero. L'ex capo di quell'ufficio, Antonio Maria Costa, parlando ad un dibattito sul web il 13 marzo, ha dichiarato che nel 150mo anniversario della Guerra dell'Oppio contro la Cina bisognerebbe "cessare tutte le guerre della droga" ma non la "guerra alla droga".
"Quando sento gli investitori in Europa e Nord America chiedere la legalizzazione della droga, coprendosi con la foglia di fico di una campagna per cessare la guerra alla droga, io rabbrividisco e dico: cessiamo tutte le guerre della droga, che siano esse combattute con fucili o con le bombe. L'avidità degli investitori può fare danni quanto i fucili della mafia".
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