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domenica 26 febbraio 2012

Re: VIDEO: altra cosa che non si può dire solo perché è vera

E NON VA DIMENTICATO CHE GLI USA ( petrolieri e industria bellica) per sbarazzarsi di NEMICI pericolosi ( Mattei, De Mauro, Dalla Chiesa, forse anche Calabrei) si sono sempre serviti della Mafia. GV.

Da: Maufil <maufil@alice.it>
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Inviato: Domenica 26 Febbraio 2012 16:52
Oggetto: Re: VIDEO: altra cosa che non si può dire solo perché è vera

LA MAFIA. Importanti considerazioni
Videi, scovati da Joe, con altre verità inconfutabili, che però abbisognano di ulteriori precisazioni.
La Mafia sgominata dal fascismo. Mussolini, nel suo progetto di far conseguire agli italiani una vera unità e proiettarli al ruolo di medio - piccola potenza che ci spetta nel mediterraneo, ebbe precisa coscienza della nocività della Mafia, nel 1924 durante un suo viaggio in Sicilia.
Era accaduto che un capo bastone, molto noto, incontrò il Duce e gli fece presente che in quel soggiorno siciliano egli non doveva preoccuparsi di nulla perchè lui aveva dato personali disposizioni onde garantire l'incolumità del Capo del Governo. Mussolini non disse nulla, ma avvertì chiaramente come, da quelle parti, era in atto un contro Stato che non poteva essere tollerato. Tornato a Roma si attivò subito in questo senso.  Sappiamo poi degli incarichi dati, anni dopo, al prefetto Mori e di come questi, con mano pesante, ma necessaria in quei posti, sgominò la Mafia.  
Certamente non fu una totale dissoluzione del fenomeno mafioso che aveva anche profonde e antiche radici sociali e non bisogna neppure dimenticare la presenza dell'altra interfaccia della Mafia, a questa sempre sodale, che è la Massoneria.
Comunque, molti mafiosi si misero in sonno, altri se la squagliarono negli accoglienti Stati Uniti, mentre addirittura, altri ancora, si fecero fascisti e continuarono così a perpetuare, di nascosto, certi poteri.
Ma grosso modo, gli intenti e gli obiettivi di Mussolini vennero raggiunti. Soprattutto, il fatto sostanziale che aveva sconfitto la Mafia, era l'affermazione di principio e di fatto, del fascismo, quella del suo "Tutto nello Stato, nulla contro o fuori dello Stato".  Un principio fondamentale questo ed esiziale per ogni continuazione del potere mafioso.
Se si fosse vinta la guerra, i principi socializzatori del fascismo repubblicano, avrebbero anche risolto il problema di quei latifondisti, già mafiosi, che si erano rigenerati sotto spoglie fasciste.
Nel 1943, arrivarono gli Americani e come sappiamo questi "democratici", erano espressione di poteri affaristici, gangsterici e mafiosi. Nulla da meravigliarsi che utilizzarono militarmente la Mafia per l'invasione dell'Isola e poi riportarono la Mafia e gli ex grossi mafiosi in Sicilia. Anzi da allora in poi la Mafia, divenuta "cosa nostra", si moltiplicò per mille.
Con i governi democristiani, collusi con la Mafia, per questa iniziarono gli anni d'oro, complicati solo dalle sanguinarie lotte intestine (la torta e il potere da spartire era troppo grosso).
Si consideri comunque, che nessuna forza politica, in quella situazione, poteva vivere o agire in Sicilia senza accordi con la Mafia e questi accordi, sia pure molto più limitati, riguardarono anche il PCI che in cambio di una certa agibilità garantiva solo manifestazioni e comizi i poco o nulla efficacia.
C'è però da dire che nelle file della sinistra, pur qualche coraggiosa figura che ha contrastato la Mafia, in difesa del popolo, si è avuta, mentre a Destra invece solo subordinazione, collusione e complicità. L'uomo di destra, già psicologicamente prono verso il potere, qualunque questo sia, è sempre stato ossequioso verso queste forme di potere criminale. Aduso a riempirsi la bocca della parola Patria, in realtà e delle vere sofferenze del popolo non gliene è mai fregato nulla (altra profonda differenza dalle Destre, Msi e simili,  con il Fascismo!).
Un ultima osservazione: nelle democrazie sappiamo bene che il potere reale è in mano all'Alta finanza e la Mafia deve accontentarsi di raccattare scaglie di potere e di affari. Alla Mafia, all'occorrenza utilizzata anche dai bankesters, il campo del dominio, nel mondo politico, gli è precluso e deve accontentarsi di collusioni con i politici, di portata settoriale.
Per questo, negli anni '30, in America, quando la Mafia e tutto il fenomeno gangsterico collaterale, si erano troppo infiltrati nelle amministrazioni politiche, ci fu una forte reazione che li ridimensionò a livelli locali ed endemici. E sappiamo chi veramente comandava negli States ai tempi di Roosevelt.
La Mafia oggi in Italia. Anche in Italia, quando con il colpo di stato della Seconda Repubblica, certi poteri forti, che poi sono gli stessi che oggi hanno imposto i tecnici scelti dai bankesters, furono in grado di sbaraccare il vecchio sistema istituzionale e politico, ovvero quello degli Andreotti, dei Craxi, ecc.,  che pur con tutti i loro condizionamenti e limiti, avevano in mano importanti leve di potere, tutto il potere nel nostro paese venne psto nelle mani dei bankesters. Di conseguenza anche per la Mafia si decise di ridimensionarla a fenomeno endemico sul territorio.
Ci fu così lo scontro dello Stato con la Mafia, degli anni '90 che per le collusioni, le contraddizioni e le infamità dei politici, costarono la vita ai Falcone e ai Borsellino, e non solo.
Risultato, in Italia oramai comandano i bankesters, i partiti politici sono tutti stati dissolti ideologicamente e "americanizzati", quindi i loro rappresentanti sono ancor più i camerieri dei banchieri, la Mafia è stata subordinata a questo potere, pur lasciandogli ampi e proficui, ma relativi affari sul territorio, e in questo senso, per sopravvivere al meglio, ha preferito occultarsi nel territorio.
MAURIZIO
 
 
 
Sent: Sunday, February 26, 2012 2:28 PM
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Subject: VIDEO: altra cosa che non si può dire solo perché è vera
 


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