LA QUESTIONE DELLE ARMI è PIU' COMPLESSA DI QUANTO POSSA SEMBRARE. FERMO RESTANDO CHE AL MOMENTO SI TRATTA DI ASSERVIMENTO TOTALE ALLE LOGICHE DI POTERE DELL'INDUSTRIA MILITARE STATUNITENSE,resta il fatto che la modernizzazione delle forze armate è una necessità intrinseca ad ogni paese. NON è facile quindi riuscire a separare le due fasi, che peraltro restano intrinsecamente unite. Senza la presenza, sia pure in subordine, delle nostre forze armate nei teatri di guerra che interessano gli Atlantici, NON avremmo Quadri dell'Esercito con un minimo di esperienza militare sul campo. Che poi sia difficile ottenere una situazione di "indipendenza" tale da poter utilizzare queste forze nell'interesse nazionale ( ma non è detto....basti pensare alla Persia di Reza Pahlavi o al Pakistan di oggi), è un altro discorso. GV.
Da: Nicola Cospito <nicola.cospito@libero.it>
A: Undisclosed-Recipient@yahoo.com
Inviato: Giovedì 16 Febbraio 2012 8:59
Oggetto: [fiamma] Rebecchi sempre più distante
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Inviato: Giovedì 16 Febbraio 2012 8:59
Oggetto: [fiamma] Rebecchi sempre più distante
L'acquisto degli F35, sia pure ridimensionato di numero, da 131 a 90, resta comunque un affare concluso nell'ambito dei piani NATO voluti dagli americani. Non è dunque solo una questione economica, infatti toglie risorse alla lotta alla disoccupazione giovanile, alla spesa sociale, alle innovazioni nel campo energetico, alla tutela dell'ambiente - ogni esemplare di queste armi di distruzione costa la bellezza di circa 100 milioni di euro - è anche una questione politica. Rebecchi trascura questo "dettaglio" e difende Monti nelle sue scelte di politica militare ed estera. Questo, alla vigilia di una possibile guerra contro la Siria o l'Iran, in cui le basi NATO italiane sarebbero di certo coinvolte, è inaccettabile e pone Rebecchi sempre più distante dalla linea nazionalpopolare e nazionalpatriottica.
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