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sabato 19 marzo 2011

I: La guerra di Libia: Mezzo mondo si allea con Cina, India e Russia in attesa di errori alleati. ( da : "CORRIERE DELLA COLLERA")


ECCOCI QUA: LA PROVA DI FORZA C'è, o meglio, è in ATTO.... e VEDIAMO CHI LA VINCERà...gv
--- Sab 19/3/11, Giuseppe Magliacane <giuseppemagliacane@hotmail.com> ha scritto:

Da: Giuseppe Magliacane <giuseppemagliacane@hotmail.com>
Oggetto: La guerra di Libia: Mezzo mondo si allea con Cina, India e Russia in attesa di errori alleati. ( da : "CORRIERE DELLA COLLERA")
A: "giorgio vitali" <vitali.giorgio@yahoo.it>
Data: Sabato 19 marzo 2011, 15:47



Una lettura" lucida "degli avvenimenti...!?
Pino
 


La guerra di Libia: Mezzo mondo si allea con Cina, India e Russia in attesa di errori alleati.


Quando su questo blog il 2 febbraio scivevo di "Mediterraneo in fiamme" molti  hanno storto la bocca.Oggi la farsa della eroica guerra di liberazione della Libia  sta per passare dalle chiacchiere ai fatti.
Il Consiglio di sicurezza  ha approvato una risoluzione  ( la 1973) che  istituisce la NO FLY ZONE , ma lascia aperte tutte le possibilità: dal non fare nulla , alla guerra.  Ad onta di tanta ambiguità, metà del mondo si è astenuta, segno evidente che c'è qualcosa che non convince e non coinvolge.
Parlo di metà del mondo anche si si è trattato di apparentemente  solo  cinque membri del Consigli di sicurezza :  si tratta di Cina, Russia, Brasile, India ,  Germania  e Turchia (che non è nel consiglio  di sicurezza ma è contraria e per bocca dello stesso Erdoghan considera " controproducente" ogni intervento) che da soli rappresentano oltre  3 miliardi di persone sui sei  di abitanti del Globo.
La NATO ha le mani legate dalla opposizione di Germania e Turchia e le nostre basi non potranno essere utilizzate da  terzi in forza di quel trattato. Non credo che il contratto  diretto ( non NATO ) di affitto agli USA  consenta loro di ospitare chi vogliono per azioni militari unilaterali.  Senza basi italiane niente NO FLY ZONE, ma anche qui non abbiamo saputo far valere  nemmeno la nostra posizione geografica.
 La NATO dimostra la sua inutilità anche logistica, dopo essere stata superata nel 1990 come esigenza strategica e dalla campagna di Afganistan, come capacità tattica.
A questi  paesi certamente  ostili alla guerra, si aggiungono certamente  quei paesi arabi – come dire – in via di "democratizzazione guidata" che non possono non essere contrari a interventi  militari esterni di cui rischiano, a breve, di essere il target : Yemen, Arabia Saudita, Bahrain,  Siria , Sudan e Algeria  e paesi islamici non arabi:  Costa d'Avorio, Chad, Iran, Uzbekistan, Kazakistan, Pakistan.
La  nuova  Tunisia , attraverso il portavoce del governo, Taieb  Bakoush, ha dichiarato ufficialmente  " Questa non è una guerra tra Nazioni. Non ci sono i presupposti per un intervento dell'ONU"( cfr La Stampa di oggi pag 3). E sono altri 170 milioni di abitanti del pianeta Terra che non sono d'accordo.
Se il Giappone non fosse in tutte altre faccende affaccendato, dubito si sarebbe schierato dalla parte  degli anglofrancoamericani
 Non a caso Obama oggi è in Sud America per un giro in Brasile, Cile e Salvador. Vuole scongiurare  congiungimenti tra Brasile ( primo partner la Cina) e Venezuela ( primo partner la Russia)  e cerca di parlare di "ricchezza comune", accordi e alleanza  commerciale  continentale  su  "energie rinnovabili  e nuovi carburanti". I vecchi,  ad esempio il petrolio, li lascia da parte? Il Venezuela fa parte del continente?
Napoleone , durante la  battaglia di Austerliz ,  a  Gioacchino Murat che gli proponeva  una carica di cavalleria contro  gli austro-russi che stavano dividendo le loro forze, rispose che quando il nemico sbaglia, non bisogna interromperlo.  Lasciò che le separazione avvenisse e dopo attaccò, vincendo la più bella delle sue battaglie.
 Questa è , a mio avviso, la ragione per cui  Cina e Russia si sono astenute persino su una mozione blanda quale la 1973 delle Nazioni Unite, trascinandosi dietro i due  più grandi paesi emergenti del mondo quali India e Brasile.
Da questi nuovi equilibri  mondiali in formazione, l'Italia non ha recepito nulla e nulla vuole imparare. L'ultima lezione l'ha avuta nel 1943 e a quella si vuole attenere: tradire al momento opportuno,  mostrarsi zelanti e servili col vincitore e fornire "segnorine" come al padrone precedente.
Il fatto di esserci alleati , entrambe le volte,  con un farabutto ( scelta , entrambe le volte , provinciale , velleitaria e non sentita dalla popolazione) non giustifica nè  il tradimento nè il  "ravvedimento operoso" alla Badoglio della cessione delle basi a Francia e GB, visto che non si tratta di una operazione NATO ( nella NATO Germania e Turchia si oppongono e manca l'unanimità necessaria).
Anche Piero Laporta su "Italia oggi"" e su "Il Mondo"  sostiene che si tratta di un sostanziale tradimento degli interessi nazionali. E  il generale Carlo Jean, già consigliere militare del Presidente della Repubblica, Cossiga, e docente alla LUISS  su "Il Messaggero" di oggi  dice testualmente: che la fedeltà dell'Italia all'ONU   è " tanto indiscussa che avviene anche a scapito degli interessi nazionali" e ancora: "  "L'ecumenismo, al limite del ""masochismo narcisista " ha spesso influito sulla nostra politica estera. Essa si è aggrappata ad una cosa che non esiste in natura: il multilateralismo". 
 Il Generale  Fabio Mini su "Repubblica e   il generale USA Albert Joulwan ,( che comandò il SACEUR in Bosnia) in una intervista a "La Stampa", non si soffermano sulle implicazioni politiche, ma  entrambi  – reduci di Bosnia – dicono che dopo ogni NO FLY ZONE  ha fatto sempre  seguito una occupazione con truppe di terra ( ipotesi questa  proibita dalla risoluzione ONU) e che in Bosnia si impiegarono 60.000 uomini.  Che sono ancora li aggiungo io.
Basteranno i mercenari della Legione Straniera di Sarkosì,  ridotti a quattro  mezze brigate di cui una già  di stanza a Gibuti? Si faranno coinvolgere i paesi arabi con invii di polizie internazionali?  Credo di no.
Gli Stati Uniti stanno usando   la stessa strategia di Bush jr , le stesse parole  d'ordine , ( Barak Obama ha usato il termine " Coalition of the willing") , con l'accortezza  però di non mettersi in prima fila per non attirare attentatori "indipendenti",  i più difficili da intercettare.
 Ha mandato avanti i suoi alleati più fedeli e noi, in mancanza di una strategia e  per paura di non essere più considerato  l'ascaro fedele, ci siamo accodati frettolosamente e contro i nostri interessi che non saranno certo salvaguardati da Sarkosi e Cameron i quali  non  ci saranno nemmeno grati per la concessione delle basi USA in Italia.
Notevole  per indipendenza la posizione di Bossi, anche se la motivazione ci sembra  temporaneamente delimitata.
AVEVAMO L'OPPORTUNITA' DI FARE LA MEDIAZIONE DEL SECOLO E POSIZIONARCI  IN POSIZIONE DI EQUILIBRIO TRA IL VECCHIO E IL NUOVO   e l'abbiamo sciupata per uno strapuntino  sul traghetto sgangherato di due potenze coloniali al tramonto,  in vigilia elettorale l'una e alla bancarotta l'altra.
In tutta questa vicenda, assordante il silenzio di Israele  e della Santa Sede. Complicità o disaccordo?
Passando infine  al provvedimento della  NO FLY ZONE per i suoi riflessi  pratici sulla guerra in atto in Libia,  si otterranno più morti dato che i combattimenti incrudeliranno perchè dalla guerra di movimento si passerà a quella di posizione  (i ribelli , imbaldanziti cercheranno di attaccare e entrambi i contendenti  si nasconderanno negli abitati usando i civili come scudi), gli impianti petroliferi , finora risparmiati , saranno le vittime principali.
La flotta alleata  potrebbe affrontare attacchi  terroristici nelle linee logistiche ( porti di Gabes e Tobruch), la guerra, meglio guerriglia,  si estenderà via terra verso il Chad, dove Francia e Libia si sono già confrontate per quasi dieci anni. Russia e Cina, con asiatica perseveranza aspettano il loro momento.

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