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domenica 20 marzo 2011

R: QUANDO I NAZIONALISTI VESTIVANO "ALLA COMUNISTA"

Ottimo pezzo, come sempre d'altronde, questo di Napolibera. Non mi quadra però la citazione WAFFEN SS (che sappiamo formate dai volontari europei) utilizzata, penso, al posto della semplice sigla delle Schutzstaffel, le Totenköpfe di Himmler. Grazie

 

 

----Messaggio originale----
Da: vitali.giorgio@yahoo.it
Data: 20/03/2011 10.16
A: "Gianni Caroli / napoLibera"<giannicaroli@napolibera.eu>
Cc: "Giorgio MAIL2"<vitali.giorgio.vitalicus@blogger.com>, "Claudio Matarese"<avvmarcodevincentiisresta@tin.it>, "Ignazio Minica"<ignaziodiminica@libero.it>, "Antonella Rustico"<margot147@hotmail.com>, "Antonella Rustico"<anto.mr@tiscali.it>, "Guglielmo Maria Lolli Ghetti"<homosapiens.atlantis@tiscali.it>, "romolo sabatini"<romolosabatini@libero.it>, "Aldo Rossi Merighi"<nicolarossim@gmail.com>, "Italo Linzalone"<italolinza@alice.it>, "Flavio Laghi"<flavio.laghi@poste.it>, "Roberto Ficini"<roberto1011@libero.it>, "ACCADEMIA EUROPEA istituto ricerche ed analisi / centro studi ISIDORO CARLI (aderente a Co.VALORI the Ethic Network)"<accademiaeuropea@libero.it>, "Ubaldo Croce"<ubaldo.croce@tin.it>, "Max Bianco"<maxbianco1@libero.it>, "Biamonte"<biamonte@inwind.it>, "Nicola Bizzi"<nicola.bizzi@email.it>, "David Rorro"<romaunita@gmail.com>, "Guglielmo Ripanti"<guripa@alice.it>, "Sergio Riccitelli"<sergio-riccitelli@tiscali.it>, "Loredana Morandi"<lorimoran63@yahoo.it>, "Claudio Cerasomma"<claudiosom@tiscalinet.it>, "Fabio Di Martino"<fabio-70@hotmail.it>
Ogg: R: QUANDO I NAZIONALISTI VESTIVANO "ALLA COMUNISTA"

ECCEZIONALE COME SEMPRE! CONDIVIDO IN PIENO! GIORGIO VITALI.

--- Sab 19/3/11, Gianni Caroli / napoLibera <giannicaroli@napolibera.eu> ha scritto:

Da: Gianni Caroli / napoLibera <giannicaroli@napolibera.eu>
Oggetto: QUANDO I NAZIONALISTI VESTIVANO "ALLA COMUNISTA"
A: vitali.giorgio@yahoo.it
Data: Sabato 19 marzo 2011, 21:28



NAZIONALISTI VESTITI DI ROSSO

Gentile napoLibera,
proprio come ho letto in una vs. missiva di alcun tempo fa, Giorgio Napolitano ha poi davvero preso la testa del partito guerrafondaio e collaborazionista-anti/italiano, per la guerra alla nostra vicina e socia, Libia di Gheddafi...Però non crede che invece di Pierre Laval, che era solo Capo del Governo, il parallelo vada istituito con Philippe Pétain , che fu il Presidente della Repubblica di Vichy?

PAOLO PUGGIANTE---LAMBRATE


Neppure per idea: il parallelo non è di natura istituzionale, ma di natura politica, se volete anche 'etica', che peraltro è materia NON contemplata negli studi di napoLibera, la quale al contrario esatto analizza la politica.
Pétain fu un eroe della Prima Guerra Mondiale, allorché Laval era addirittura un 'disfattista' della sinistra radical-socialista, cioè massonica-eccetera.
Bene Napolitano ha sempre 'lavorato' per la disfatta dell' Italia: sia quando, al GUF di Padova, predicava la guerra alla Russia insieme al gruppo degli ebrei-nazisti de 'Il Bò', ammiratori delle Waffen-SS dell' ebreo Alfred Rosenberg....sia quando, nel settembre '43, riconosciuto dal Capt.Ralph Merrill (alias Renato Mieli che al GUF di Padova aveva tanto collaborato prima di ritornare ad Alessandria d' Egitto donde proveniva da una famiglia di spie al servizio britannico, amici della famiglia di Rudolph Hess), si 'trasferì' nel nascente PCI di Napoli, sempre al servizio inglese.
Napolitano infatti NON APPARTENNE MAI, come la maggior parte dei dirigenti comunisti napoletani, per la buona ragione che erano tutti o quasi PAGATI dagli occupanti, in stipendi, vettovaglie, abitazioni e ogni sorte di benefits (cfr. 'CONFESSO CHE MI SONO DIVERTITO' di Maurizio Valenzi, Pironti Editore, Napoli 2008) a quella radice nazionalista del comunismo stesso che fu vincente ovunque contro gli anglo-americani, ed i 'franglesi' tipo Sorcionazy (un vero e proprio 'clone' di Laval !) e Bernard Henry-Lévy.

Il comunismo, quello vincente, fu in realtà, fino dagli anni Venti, un nazionalismo travestito da 'religione vincente', perché tale appariva alle masse proletarie di tutto il mondo la Rivoluzione bolscevica. Il Mito della Russia di Stalin vittorioso....

Per capire i fatti bisogna risalire al Secondo Congresso dell' Internazionale Comunista, che ebbe luogo a Mosca nel 1919*.
Qui fu approvata, per indicazione di Lenin, una risoluzione che vincolava all' appoggio delle 'lotte nazionali' contro l' imperialismo anglosassone, citando esplicitamente l' esempio dell' " Emiro dell' Afghanistan "....Ai delegati che si chiedevano se i comunisti non dovessero appoggiare 'la modernità democratica' dell' Inghilterra contro la 'feudalità arretrata' dell' Emirato, Lenin rispose esplicitamente che 'IL NEMICO TEOLOGICO' dell' umanità era proprio il capitalismo finanziario all' inglese. Parole non dissimili da quelle pronunciate da Ernesto Che Guevara 5 decenni dopo, nel considerare " gli Stati Uniti del NordAmerica, il Grande nemico del genere umano...".
Il Che, del resto, era un peronista argentino che aveva vissuto come un trauma sia il golpe militare contro la Casa Rosada; che quello in Guatemala, della United Fruits, contro il governo progressista di Jacobo Arbenz. Entrambi opera delle oligarchie locali, parassiti compradores, al soldo della CIA.
Ecco dei comunisti con i coglioni. Napolitano invece lo è con le natiche...
In verità mai nè comunista nè fascista, ma sempre e solo inglese, come del resto tutto il gruppo dei giudeo-nazisti di Padova, tipo Henry-Lévy, Glucksmann, Cohen Bendit, Bruckner ecc. ne sono emuli odierni, giammai francesi di 'interesse nazionale'.
E come Rudolph Hess, il prototipo di ebreo antitedesco, che mandò la Germania a sfasciarsi per favore un favore alla sua madrepatria....
Lenin era l' esatto opposto: un filotedesco, come nella tradizione russa da Pietro il Grande in poi, e perciò anti-inglese in via trascendentale. Tanto che si disse fosse proprio un agente del Kaiser, dal quale del resto ricevè i marchi necessari alla rivoluzione, tramite il finanziare ebreo Israel Helphand: in questo ostile all' ala ebraico-trotzkista che venne invece finanziata dagli anglo-americani.
Il primo scontro fu sulla 'rivoluzione in Germania' che era il mito di Trotzki, nell' interesse della Gran Bretagna che vedeva in Berlino le vera rivale strategica, e nel 'bismarckismo' sociale e sovranista, rispetto al capitalismo finanziario di rapina come quello inglese, l' arma vincente del Modell Deutschland, e perciò da abbattere.

Trotzki, che aderì al Partito bolscevico solo a rivoluzione già compiuta, NON si rassegnò mai alla Pace di Brest-Litovski con la Germania, che Lenin impose ad un Partito assai recalcitrante. L' idea invece, degli ultrasinistri, era che la guerra ala Germania proseguisse in veste 'rivoluzionaria' per favorire la presa del potere degli spartachisti di Rosa Luxenburg, a Trotzki 'consanguinea', come ben si evince. La rivolta spartachista, nella quale un ebreo insorgente stava per uccidere il futuro Papa Pacelli dopo avergli puntato la pistola in faccia, fu invece isolata e sgominata, nel gennaio del 1919, per l' azione congiunta del governo e dei Frei-Korps anti-sovversivi, la cui esperienza è straordinariamente narrata nel libro di Michail Solomon, "I Coscritti".

Lenin pagò quasi con la vita quella audacia. Infatti venne sparato alla testa, nel settembre del 1918, da una terrorista ebrea, Fanny Kaplan, militante del Partito Socialista Rivoluzionario; un cui 'consocio' assassinò, nel luglio precedente, l' Ambasciatore tedesco a San Pietroburgo. Russia-Germania, quell' Asse d' EuRoma Nostra che fa corpo e cuore della Terra stessa, e che Carl Schmitt teorizza nella sua visione del GrossRaum (il 'Grande Spazio') da opporre agli Imperi Marittimi della rapina e del saccheggio ai danni di Nazioni e di Popoli, costantemente aggrediti dalla Bestia.

Fu questa ragione trascendentale, anche di natura 'mitopoietica', la Grande Rivoluzione Vittoriosa sui vampiri anglosassoni, che produsse il fenomeno vincente del Comunismo Nazionale, cui fece eco, nel dopoguerra, il Partito Italiano di Togliatti, nettamente anti-atlantico, e dunque 'Nazionale', come del resto era pure la Chiesa di San Pio XII, sotto mentite spoglie.

Fu così che rivoluzionari 'solo' Nazionalisti, come Ho-Ci-Min o Fidel Castro, per non parlare dello stesso Nasser, si avvicinarono alla Russia, sperimentando SUL CAMPO l' impossibilità di edificare alcuna Sovranità Democratica entro i confini dell' imperialismo Anglo-USA.
Il primo era l' eroico Comandante del VietMinh che disfece a Dien Bien Phu, nel 1954, in una battaglia rimasta memorabile per l' abilità tattico-strategica dispiegata dal Generale Vo Nguyen Giap, l' armata coloniale francese al comando del generale De Castries.
Poi anche dei Vietcong, che, terminata quella contro i francesi, ricominciarono a combattere dieci anni dopo, come se nulla fosse, quella contro gli americani del Presidente 'buono', il fantoccio Kennedy, un boia mafioso e criminale che mandò a Saigon i primi 'consiglieri militari' per sostenere il dittatore Ngo Dinh Diem.... Anche lui, come l' attuale 'Faccetta Neghra', ebbe nella mafia di Chicago la base elettorale decisiva, per battere Nixon di soli 300.000 voti, alle elezioni del 1960.

Ho Ci Minh vinse pure la seconda, anche se morì prima del trionfo finale, aprile del 1975, con gli yankees in fuga scomposta aggrappati agli elicotteri. Bene, 'Zio Ho' non era che un indipendentista vietnamita che aveva trovato, negli anni Trenta risiedente a Parigi, nel comunismo-nazionalista di Stalin la 'giusta risposta' ai problemi del colonialismo: UNIRE LE CLASSI SOCIALI nella lotta all' imperialismo straniero ! Una Guerra Patriottica, giammai settaria 'di partito', o angustamente 'classista', contro il parassitismo coloniale....

Anche Fidel Castro, che diventò comunista solo 'dopo' la Rivoluzione cubana, per assoluta impossibilità di conciliare anche un minimo di sovranità con le pretese egemoniche degli USA, lo fu da 'patriota', prima che da 'marxista'...questo fu anzi l' aspetto 'perdente' della sua esperienza, con la socializzione, sbagliata perchè totale, dei 'mezzi di produzione', applicata dogmaticamente.

Nasser è un caso (non tanto) differente, perché comunista non diventò mai. Ma, non appena volle nazionalizzare il Canale di Suez
---che gli inglesi rapinarono all' Egitto, legittimo proprietario e comittente, mercè lo strozzinaggio delle banche ai danni del Khedivè, con loro indebitato per realizzare l' opera grandiosa---- si trovò i parà colonialisti a Porto Said ! Ed anche gli USA contro quando, successivamente, volle creare con la Diga di Aswan, quell' imbrigliamento delle acque del Nilo così necessario allo sviluppo dell' agricoltura, un settore dove i 'fellaghas', i contadini proprietari di micro-appezzamenti però fertilissimi (poderi che fanno più raccolti all' anno, grazie al clima, di qualuque prodotto, dal riso ai pomodori), letteralmente morivano di fame, prima di allora.

Bene, chiesti i crediti alla Banca Mondiale, ricevè condizioni iugulatorie (le solite 'privatizzazioni'), che lo spinsero a rivolgersi all' URSS, che quei crediti accordò a nessuna condizione di 'politica interna'. L' Egitto poi concesse autonomamente la base navale di Mars Matruh, vicino Alessandria, che poi Sadat, riportando il paese nella disastrosissima orbita anglo-USA, concederà proprio agli americani.
Non possiamo tacere un fatto odierno: LA DITTATURA MILITARE AL POTERE IN EGITTO FARA' APPROVARE DOMANI 20 MARZO, IN ELEZIONI-FARSA, UNA NUOVA COSTITUZIONE CHE ADOTTA LA SHARIA COME LEGGE FONDAMENTALE DELLO STATO !!!!
Alla faccia dei magnaccia e delle troie-dattilografiche della carta piombata, che della Grande Rivoluzzzione democratica filo-USA, tacciono questo esito essenziale !

Nasser, dunque, è INVECE IL TRAIT-D' UNION FRA MUSSOLINI E STALIN....Infatti egli adottò, dal grande teorico del Baath siriano, il cristianissimo filosofo Michel Aflaq di Aleppo, un socialismo nazionale laico di tipo fascista-progressista come regime politico interno.
Ma una politica estera NETTAMENTE ANTI-BRITANNICA ED ANTI-AMERICANA, che ebbe la Russia come partner decisivo.

Bene. A questo argomento ESSENZIALE, che è il controverso rapporto tra Mussolini e Stalin, napoLibera è in grado di dare un rilevante contributo di CONOSCENZE INEDITE, derivanti dall' aver letto, in anteprima di nessuna pubblicazione poi seguita, buona parte del dattiloscritto della monografia di uguale titolo, MUSSOLINI E STALIN, che Valerio Riva scrisse prima di morire, sette anni fa, sulla base di una ineditissima documentazione proveniente dagli archivi del Cremlino....E consegnò a Mondadori perchè il volume facesse pendant a quel capolavoro dostoievskjiano che è ORO DA MOSCA, un classico del genere.....

CHE FINE HA FATTO QUESTO LIBRO ANCORA INEDITO ?


Che di Stalin e Mussolini avremo modo di riparlare. Sottolineando in primis una essenziale differenza: Mussolini ebbe il genio di favorire l' insediamento e l' estensione della proprietà rurale (vedi: CANALE MUSSOLINI), base di una socialità radicata nella terra, e di uno Stato conseguentemente SOLIDO E FORTE, come quello di Cesare che spartì tra i suoi legionari le terre incolte dei latifondisti.
MENTRE STALIN COMMISE L' ERRORE CAPITALE DI DISTRUGGERLA, TRAMITE COLLETTIVIZZAZIONE DELLE PROPRIETA' AGRICOLE E PERSECUZIONE LIQUIDATORIA DEI KULAKI !

Questa strategica debolezza fu alla base della rovina stessa della costruzione 'sovietica'.

IL DIRITTO DI PROPRIETA' E' LA BASE DI OGNI NAZIONALE SOVRANITA', bandiera essa stessa di ogni solida politica
ANTI-IMPERIALISTICA, dacchè proprio l' espansione illimitata del "Capitale Finanziario", vedi Rudolph Hilferding, alla anglo-americana, è la peggiore minaccia ad ogni 'diritto alla proprietà' da parte dei ceti produttivi 'nazionali', predati dalla speculazione come avviene oggi nella Am-Eur-ica atlantizzata di Brussel-Francoforte, al servizio esclusivo delle sanguisughe di Wall Street e della City. Pronubo di infiniti cicli di guerre, terrore e stragi, di Popoli e Nazioni, onde assistiamo adesso, che un 'comunismo' Nazionale, combattente e vittorioso, opposto a quello dei B.R.linguerinnegati traditori e guerrafondai, non esiste più a frenare la Bestia.

(segue...)

napoLibera

* Non va dimenticato inoltre l' appoggio esplicito di Lenin alla Rivoluzione di Fiume ed alla carta cosituzionale del Quarnaro.




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