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giovedì 27 gennaio 2011

Federalismo bioregionale in Italia... ipotesi e proposte in attesa della unione politica dell'Europa: Stati Uniti d'Europa....

Federalismo bioregionale in Italia... ipotesi e proposte in attesa
della unione politica dell'Europa: Stati Uniti d'Europa....


Relativamente all'articolo sul federalismo bioregionale e no al
federalismo delle repubblichette regionali, scrive Giorgio Vitali:

PUR CONDIVIDENDO LE CRITICHE, OCCORRE TENERE PRESENTE CHE LA
REGIONALIZZAZIONE è UNA CONSEGUENZA AUTOMATICA DEL PROCESSO DI
AGGREGAZIONE EUROPEO. IN OGNI MOMENTO DELLA STORIA. IN OGNI MOMENTO
DEL DIVENIRE NAZIONALE, OGNI ALLARGAMENTO DEGLI SPAZI HA COINCISO CON
L'ALLARGAMENTO DELLE RELATIVE AMMINISTRAZIONI. L'ALLARGAMENTO DELLO
SPAZIO DANAZIONE A EUROPA UNITA COMPORTA NECESSARIAMENTE LA FINE DELLE
PROVINCE E L'AFFERMAZIONE DELLE REGIONI COME UNITà AMMINISTRATIVA
SEMPLICE. resta in piedi il problema delle Metropoli, intese come
forme post-moderne di aggregazione sociale, presenti in tutti i paesi
ed in tutti i continenti. POI resta il problema fondamentale del
clientelismo (in senso lato). Il clientelismo NON è fine a se stesso,
ma serve per fini politici. Il politico emergente e quello arrivato
NECESSITANO di GREGARI (che possono essere anche gruppi di pressione)
che vanno accontentati e tenuti buoni. D'altronde napoleone il grande,
capace di distruggere in battaglia qualsiasi nemico, dovette
soccombere, sicuramente contro la propria volontà, al FAMILISMO, pur
di assicurarsi un minimo di controllo del territorio. Malgrado ciò,
quando era in Egitto e quando pativa il freddo a Mosca dovette fare i
conti con persone che gli fecero un colpo di Stato. In politica,
disgraziatamente, le REGOLE non servono"

..........

Mia rispostina:

....Ed è proprio in seguito all'effetto della aggregazione europea che
ritengo utile la suddivisione in ambiti provinciali e città
metropolitane, corrispondente al territorio "bioregionale".... anche
perché le regioni in Italia non corrispondono esattamente a territori
omogenei con una precisa identità storica e biosistemica, mentre le
province e le città sì... Infatti l'Italia è nata con i Comuni... che
in realtà erano "province" perché comprendevano la città con il
territorio circostante che si riconosceva nell'identità cittadina.
Ricordi? Le regioni al massimo potrebbero coincidere con gli
staterelli signorili i cui confini variavano secondo l'espansione o la
diminuzione del potere signorile... Per le città e quindi le province,
invece, i confini sono certi. Ricorderai benissimo, tu che sei
emiliano, la "differenza" identitaria culturale e politica fra Modena
e Bologna, durata duemila anni, ed ora le due città sono entrambe
nella Regione Emilia Romagna, che è un'aggregazione spuria....
Saul Arpino (alias Paolo D'Arpini)


.............

Replica di Giorgio Vitali:

CARISSIMO SAUL ARPINO, CHIARIAMO SUBITO CHE IO NON SONO EMILIANO,
BENSì ROMAGNOLO. ROMANDIOLICUS, PER LA PRECISIONE E MIO ZIO IL
GIORNALISTA FU UN ACCESO SOSTENITORE DELLA SEPARAZIONE FRA ROMAGNA ED
EMILIA( due storie, due civiltà, due economie, sostanzialmente diverse
e divergenti), con intrusioni "apparenti" dello Stato Pontificio.
Anzi, ha agito culturalmente di più la presenza di Cagliostro
rinchiuso a san Leo che secoli di benedizioni battesimi baciapile e
predicozzi.

TORNANDO A NOI, LA BATTAGLIA DI CUI TI FAI PROMOTORE è SACROSANTA, MA
VA COMBATTUTA SAPENDO CHE...
1) La strutturazione in Macroregioni che verrà a seguito di una più
stretta integrazione europea avrà connotazioni economiche (macro
regione nord-ovest gravitante sulla Francia e basata sulla
disseminazione industriale automobilistica.)
2) Macro regione Nord Est gravitante sull'Europa centrale e
ricostituente l'Imper austroun garico con la sua economia in
prevalenza agricola.
3) Macroregione Italocentrale sulla base dello storico Granducato di
Toscana ( benemerito in tutti i sensi)
4) Macroregione pontificia (Lazio, Marche, Umbria, Abruzzo) sotto
chiara influenza vaticana a base clerico-agricola.
5) Macroregione a sfondo geopolitico, gravitante su Napoli e Palermo,
come c'insegna la storia, gravitante nel cuore del Mediterraneo con
propaggini di tipo GEOPOLITICO globalizzato, basate sui commerci più o
meno leciti, delle varie SACRE CONGREGAZIONI della cosiddetta
"malavita". Che NON ha nulla di differente dalla pirateria da cui è
nato l'impero inglese e che aveva proprie in quelle zone sicuri
approdi.

Ricordo che la nascita delle Nazioni ha comportato la fine dell'Europa
intesa in senso Sacro Romano Impero, così come la rinascita delle
strutture imperiali ( vedi oggi la TURCHIA) comporterà la fine delle
vecchie strutture nazionali. Ricordo ancora che l'Italia è nata dalla
mente di Napoleone ( nazionalista e giacobino), che ha inventato anche
la nostra bandiera, ed è stata pensata e fatta in buona parte da
persone che avevano combattuto con il Grande Corso, o loro eredi
DIRETTI.

LA CONCLUSIONE NON PUò CHE ESSERE UNA SOLA: BATTERSI CONTRO LA DERIVA
AUTOMATICA, RIPROPORRE UNA DIVISIONE SU BASE BIOREGIONALE COME
RIVOLUZIONE IN ATTO CHE GUARDA OLTRE GLI INTERESSI CONTINGENTI.
AGGANCIARSI A SIMILARI FORME DI BIOREGIONALITà DIFFUSE O DA DIFFONDERE
NELL'INTERO TERRITORIO DELLA COSTITUENDA UE, CHE DEVE GUARDARE
SOPRATTUTTO AD EST...

........................

Mia considerazione:

Carissimo Fratello Giorgio, per quanto riguarda le macroregioni
bioregionali (da te evocate ma sulla cui vocazione industriale ho dei
dubbi) la loro formazione potrebbe avere un senso se e ove si
raggiungesse l'unità politica europea (ovvero Stati Uniti d'Europa),
ma pure in quel caso l'idea degli ambiti bioregionali ristretti
(Province) resterebbe in piedi, come forma di autogoverno locale, ed
in quel caso si potrebbero addirittura riunire in un solo ente
giuridico tutti i comuni della Provincia. Per quel che riguarda le
aree fortemente urbanizzate, invece, resta in piedi l'ipotesi di
"Città-Regione" (vedi l'esempio di Parigi e la sua banlieu). Ma in
tutto questo riassetto "amministrativo" andrebbe comunque considerata
l'omogeneità dei territori presi in considerazione (dal punto di vista
dell'habitat e del biotopo), infatti la consistenza ecosistemica è uno
dei modi di poter individuare una "bioregione" oltre ovviamente alla
"identità" culturale, sociale ed umana.
Ciao, Paolo D'Arpini

......

Nella fotoin allegato: Paolo D'Arpini in posizione centrale mentre
parla ad un incontro bioregionale, seduto alla sua sinistra (in
secondo piano) si vede Giorgio Vitali che prende appunti.

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